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Finale, calcestruzzo scarso: l’inchiesta si allarga

di Francesco Dondi
Finale, calcestruzzo scarso: l’inchiesta si allarga

A fine marzo la decisione sulla scuola di Finale, Agritecnica di San Felice “sfrattata” e Procura a caccia di conferme

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FINALE. Le cinque imprese private, a cui si va ad aggiungere la scuola media di Finale, sono soltanto la punta dell’iceberg dello scandalo calcestruzzo depotenziato. La magistratura, come ha sottolineato anche nel recente passato il Procuratore capo Lucia Musti, sta valutando diversa documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni, avvenuto a fine maggio alla Betonrossi di Piacenza e alla A&C di Mirandola. L’obiettivo è quello di sostanziare l’accusa di associazione a delinquere, confermando come l’uso del calcestruzzo di basso livello fosse una consuetudine nella ricostruzione post sisma. Una speculazione economica - di qui l’altra accusa di truffa allo Stato - visto che i soldi incassati dai commitenti sono contributi pubblici.

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La scuola media di Finale resta al centro dell’attenzione un po’ di tutti. È finora l’unico edificio non privato finito nell’inchiesta della Procura di Modena, coordinata dalla pm Claudia Ferretti e fatta dallo Polizia di Stato e dal Nucleo Problematiche del Territorio della Polizia municipale di Modena. A metà dicembre c’è stato il primo passo dell’incidente probatorio con i periti nominati dai vari attori in causa - Betonrossi, Industria Cementi Giovanni Rossi, A&C Costruzioni, Regione Emilia Romagna e Comune di Finale - che si sono trovati davanti alle Frassoni per analizzare il calcestruzzo prelevato dalle fondamenta attraverso i carotaggi. Il giudice dovrà decidere a fine marzo quali provvedimenti prendere dopo che le varie istanze di parte saranno depositate. Finora si può annotare soltanto che i colossi edili di Piacenza e Mirandola hanno conferito incarichi ad un corposo gruppo di periti che farà di tutto per sconfessare l’utilizzo di calcestruzzo di scarsa qualità.

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Ma nel ciclone sollevato da un’indagine inizialmente nata come un’operazione antidroga (i cubetti di calcestruzzo da portare nei laboratori si pensava fossero pacchi di droga da smistare), sono finite anche cinque aziende private: la Zimor del polo industriale di Finale, la Medica di Medolla, l’Off Mecc di Mirandola, l’Acetum di Cavezzo e l’Agritecnica di San Felice. Proprio per l’azienda di via Dell’Industria è arrivata nei giorni scorsi una perentoria ordinanza firmata dall’ingegnere Daniele Castellazzi, responsabile dell’ufficio Assetto e Utilizzo del territorio del Comune. Formalmente si contesta la mancata comunicazione di fine lavori per i vari capannoni ricostruiti dopo il sisma, gli stessi stabili che aveva realizzato la A&C con il calcestruzzo fornito dalla Betonrossi...

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