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I campioni delle fondamenta di Finale si sbriciolano

I campioni delle fondamenta di Finale si sbriciolano

I periti accerteranno la resistenza delle “Frassoni”, ma la prova empirica della Gazzetta è allarmante

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FINALE. Gli angoli della scuola media “Frassoni” di Finale portano ancora i segni dei carotaggi effettuati sulle fondamenta. L’accesso è pressoché libero, la struttura non è sotto sequestro ma resta chiusa dopo l’inaugurazione avvenuta - sotto lo stretto controllo della polizia - in aprile.

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In viale Della Rinascita si sono trovati i periti, specialisti di costruzioni e di calcoli scientifici e finora nulla è trapelato sul primo sopralluogo. Il sindaco di Finale, Sandro Palazzi, ha però espresso qualche dubbio sulla riapertura dell’edificio con il nuovo anno scolastico e la Gazzetta ha voluto verificare direttamente sul campo quelle perplessità. È bastato osservare empiricamente come reagisce il calcestruzzo prelevato sul posto per farsi un’idea, che non è una sentenza - quelle spettano ai giudici supportati dal parere degli specialisti - ma una constatazione.

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Il calcestruzzo si sbriciola con le mani, basta una leggera pressione e alcuni pezzi si staccano senza neppure forzare troppo mentre la polvere sale nell’aria. Ciò che resta tra le mani sono agglomerati piuttosto piccoli e un’ulteriore perplessità la lasciano gli incavi in cui erano incastrati i sassolini mischiati con acqua e cemento: sono lisci, quasi che non si fossero particolarmente amalgamati con il resto dei prodotti elaboratori negli impianti di betonaggio della Betonrossi e poi forniti alla A&C Costruzioni, che delle scuole medie di Finale si è occupata della realizzazione. Una struttura costata quasi 5 milioni di euro tra fondi comunali e donazioni post terremoto e che ancora non sa quando e se potrà essere utilizzata dagli studenti. L’inchiesta va avanti, serviranno ancora mesi per avere delle certezze e intanto i dubbi si fanno sempre più largo.

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