La Procura apre un’indagine su L’Angolo
Musti: «Un fascicolo per ora senza indagati e reati per approfondire il caso dei migranti al Murazzo»
La Procura ha aperto un fascicolo di indagini conoscitive - quindi solo accertamenti, senza indagati né reati contestati - per capire cosa è successo alla sede del Murazzo dove la cooperativa L’angolo alloggiava 53 migranti in base a un accordo con la Prefettura. Lo ha annunciato il procuratore capo Lucia Musti aggiungendo che lei stessa sta conducendo questa indagine dopo la serie di notizie e di polemiche di questi giorni e soprattutto dopo la dura presa di posizione della Curia, proprietaria della struttura un tempo dei frati cappuccini.
«L’apertura di un fascicolo conoscitivo - ha chiarito il capo della Procura di Modena - non significa che noi ravvisiamo delle situazioni di reato; in realtà, in base alle notizie pubblicate, vogliamo vederci chiaro su come erano gestiti quei migranti in base agli accordi e alle forniture con lo Stato».
Intanto la cooperativa L’Angolo annuncia di trovarsi in seria difficoltà per sistemare i migranti in altre strutture proprio a causa delle polemiche contro la sua gestione alla Madonna del Murazzo. La serie di articoli pubblicati questi giorni hanno suscitato non solo polemiche ma anche timori, che la cooperativa ribadisce essere del tutto infondati, ma che stanno creando gravi disagi per la sistemazione dei richiedenti asilo assegnati dalla Prefettura di Modena. Sta infatti accadendo che proprio queste notizie sulla cattiva gestione del Murazzo - la cui veridicità sarà ora vagliata dalla Procura - stanno rendendo difficile la chiusura di accordi con i proprietari di alloggi e stanze di albergo per sistemare i 40 migranti rimasti (13 sono già stati sistemati in hotel). Sono infatti aperte trattative per alloggiarli in città e in alcuni paesi della nostra provincia. L’angolo fa in ogni caso sapere di sperare di potrà concludere tutto il giro di sistemazioni nell’arco di pochi giorni.
Il caso del Murazzo non è solo di natura giornalistica: come emerso dalla conferenza stampa indetta da il vicedirettore della Caritas diocesana, Federico Valenzano con il vicario del vescovo, monsignor Giuliano Gazzetti, la Curia stava seguendo da vicino il caso in attesa dello sgombero per poter sistemare gli spazi e affidarli a donne da ospitare con figli. Le tappe stesse evocate dalla Diocesi indicano che c’era un problema irrisolto che si stava accumulando da tempo. In settembre infatti era finito il periodo previsto per il piano emergenza che prevedeva l’alloggio dei richiedenti asilo convenzionati con la Prefettura e seguiti da L’Angolo. Ma in realtà L’Angolo non si era trasferito e a fine mese aveva ottenuto una proroga dalla Curia. Che però alla fine di ottobre, ovvero un mese dopo, aveva chiesto alla cooperativa di rispettare gli accordi sulla cura dei migranti, segno che erano arrivate alcune segnalazioni sul fatto che non tutto andava per il verso giusto. Tanto è vero che il 2 novembre, quindi solo tre giorni dopo, si è svolto un incontro tra Curia e L’Angolo per fare il punto delle difficoltà. E infine il 2 gennaio, con una visita alla struttura che ha rivelato una grave serie di carenze, la Curia non ha più avuto dubbi. Martedì scorso la Curia h fatto sapere ai modenesi, durante questa conferenza stampa, di aver definitivamente sfrattato L’Angolo dal Murazzo e ha anche accusato la cooperativa di gestire i profughi in modo indecente. Sulla vicenda si registra un nuovo atto notturno degli estremisti di destra “skinhead” che hanno affisso manifestini al Murazzo con scritto: «Carità sociale o lucro maniacale?»
Carlo Gregori
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