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La vita e i sogni di Ciro Menotti diventano avvincente romanzo

di Giulia Manzini
La vita e i sogni di Ciro Menotti diventano avvincente romanzo

Rivive vitale e pugnace la figura di Ciro Menotti nel nuovo romanzo storico “La capitale dei sogni. Il romanzo di Ciro Menotti” di Roberto Vaccari, ( Colombini Editore), un nuovo avvincente libro per...

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Rivive vitale e pugnace la figura di Ciro Menotti nel nuovo romanzo storico “La capitale dei sogni. Il romanzo di Ciro Menotti” di Roberto Vaccari, ( Colombini Editore), un nuovo avvincente libro per tutti gli appassionati di storia che si articola come una summa del Risorgimento modenese e nazionale: dall'epopea napoleonica fino alla nascita del Regno d'Italia.

Il libro che sarà presentato il 4 febbraio alle 17 alla Galleria Europa. L'originalità dell'inedito taglio interpretativo dato dall'autore risiede nel carattere polifonico del romanzo: le vicende legate al protagonista Ciro Menotti sono infatti raccontate in prima persona dal padre Giuseppe Menotti, dal socio e mentore Antonio Lugli, dal patriota coprotagonista Enrico Misley, dal duca Francesco IV, dalla moglie Francesca Moreali, da Manfredo Fanti presente al fianco di Menotti nella fatidica insurrezione del 3 febbraio 1831, dal fratello Celeste e, in ultimo, dall'avvocato difensore Francesco Ricci.

Un espediente narrativo che, nel corso dei dieci capitoli, restituisce al lettore un nuovo Ciro Menotti che va decisamente oltre la cortina celebrativa un pò polverosa e retorica che certa tradizione storiografica ottocentesca ci ha tramandato. Modena nel romanzo di Roberto Vaccari diventa la capitale dei sogni: un sogno di gloria e di morte che costerà la vita al protagonista Menotti tradito alla fine da quello stesso duca che, pur avendo finto di assecondare lui e Misley e altri patrioti, lo sacrificherà riallineandosi così alle direttive di Vienna.

«Nel romanzo e nella storia emerge potentemente – conclude l'autore che ieri ha presentato il libro alla stampa - che la rivoluzione modenese del 1831 ricopre una straordinaria importanza nella storia italiana e in quella europea poiché i protagonisti della vicenda (salvo l'antagonista arciduca d'Austria Francesco IV) rivelano la maturità della coscienza nazionale unitaria italiana di cui Menotti è potente portavoce: è lui che fissa il programma di una rivoluzione ancorata all'illusione di una monarchia costituzionale, ideale politico liberale condiviso da tanti cospiratori dell'epoca».

«Senza dubbio – conclude il professor Giorgio Montecchi, presidente del Comitato Provinciale di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento - proprio la rivoluzione del 1831 dovrà essere la chiave di lettura attorno cui dovrà necessariamente incardinarsi il futuro Museo del Risorgimento che, chiuso ignominiosamente nel 1990 e giacente dunque negli scatoloni da più di 26 anni, forse rivedrà la luce nel 2019, se l'amministrazione comunale manterrà la solenne promessa fatta di riaprirlo».

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