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Minniti: «Apro il Cie, Modena in lizza»

di Carlo Gregori
Minniti: «Apro il Cie, Modena in lizza»

Il ministro annuncia una visita in città per ascoltare i sindaci sul tema sicurezza: «Mi serve struttura per 100 immigrati»

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Modena o Bologna? Una delle due città diventerà sede del nuovo Cie in Emilia ma Modena chiede equilibro. Lo ha confermato ieri il ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso dell’incontro a Roma richiesto dal sindaco Giancarlo Muzzarelli per parlare del tema sicurezza, criminalità e immigrazione nella nostra provincia. Il ministro ha confermato che nella nostra regione aprirà un Cie.

Il nuovo Cie però sarà diverso dalla precedente versione: conterrà al massimo 80-100 immigrati in via di espulsione per alcuni giorni. La decisione definitiva sul dove sarà comunicata da Minniti nel corso della conferenza con tutti i sindaci d’Italia.

Sul tema sicurezza invece sarà lo stesso ministro a toccare con mano la situazione: ha promessi di venire a breve in città per incontrare i sindaci modenesi e illustrare le nuove misure per rafforzare la sicurezza.

«Ringrazio per la disponibilità nel rispondere alla lettera che avevo inviato a nome della città e della provincia di Modena, e nel ricevermi - ha commentato il sindaco Muzzarelli al termine dell’incontro - abbiamo posto le basi per una visita che il Ministro farà a breve». Nessuna decisione è stata presa ieri se non che qualsiasi intervento sarà inserito nella nuova riedizione del patto “Modena città sicura” «per rafforzare la collaborazione tra lo Stato e gli enti locali».

Muzzarelli ne ha approfittato per mettere in fila tutta una serie di problemi emersi in questi mesi in città, anche e soprattutto sul tema immigrazione. Il Ministro ha concordato con Muzzarelli sull’esigenza di velocizzare i tempi di rilascio dei permessi, che oggi rallentano il sistema e causano anche sovraffollamenti nelle strutture, e sull’importanza di aumentare i controlli sul territorio ed i meccanismi dell’espulsione per chi é ancora sul territorio ma non deve più restare in Italia.

Aggiunge Muzzarelli: «Ho anche avuto garanzie su altri punti oggi cruciali e delicati: la distribuzione dei profughi su tutto il territorio (oggi non c’è equilibrio), i tempi per i pagamenti per le società che gestiscono le strutture e sui Comuni che stanno ospitandoli: per questo ho preso positivamente atto che il decreto in uscita ora dovrebbe prevedere la liquidazione diretta alle amministrazioni che ospitano cittadini stranieri. Questo dà certezze, è una misura di equità».

Per quanto riguarda i nuovi centri di identificazione ed espulsione, il Ministro ha ribadito quanto detto presentando nelle scorse settimane la sua proposta: il modello sarà diverso rispetto ai vecchi Cie.

Il 19 gennaio in sede di Conferenza Stato-Regioni presenterà il nuovo modello alle Regioni proponendo di aprire un nuovo centro per Regione con un massimo di 80-100 stranieri al suo interno (soltanto quelli per i quali si renda necessario un controllo supplementare e l’identificazione). Ogni Regione dovrà poi elaborare un programma condiviso al suo interno: quindi, ad oggi, nessuna decisione presa sull’ubicazione di quello emiliano-romagnolo.Tutto porta a pensare che Modena sia in pole position, anche alla luce della decisa presa di posizione del sindaco bolognese Merola . Che non lo vuole.

Sul tema Cie, il parlamentare Pd Davide Baruffi ha commentato: «Un Cie a Modena c'era e lo abbiamo chiuso: un'esperienza fallimentare che non ha garantito nè sicurezza per i cittadini nè rispetto dei diritti degli ospiti. In compenso costava un pozzo di soldi ed è stato gestito in modo pessimo». In ogni caso, «aprire ora una discussione sul dove dovrà una essere collocata una struttura (Bologna, Modena o Sozzigalli) mi pare surreale. Prima del dove bisogna decidere (insieme) il se e il cosa. e poi il come». Si dice d’accordo per la riapertura Carlo Giovanardi: «Modena o Bologna, purchè riapra. Serve una struttura diversa dal vecchio Cie per trattenere i delinquenti in attesa di espulsione». Contrario Vittorio Ferraresi, deputato Cinque Stelle: «È allucinante resuscitare i Cie. Piuttosto l’europa deve dare risposte sulla ridistribuzione dei migranti e la loro gestione».

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