Montese riduce i profughi: ne terrà solo 10
Il sindaco Mazza ordina alla coop Leone Rosso di ospitarne solo un terzo di quelli attuali: sono troppi
Scende in campo con un'ordinanza il sindaco di Montese Luciano Mazza, riguardo alla presenza dei profughi richiedenti asilo sul territorio di San Giacomo, frazione del Comune appenninico di Montese. La situazione critica era già stata segnalata per mesi e nelle settimane passate: diversi sopralluoghi avevano messo in luce criticità igienico-sanitarie e organizzative. E dopo incontri e altre verifiche, Mazza ordina ora alla Coop Sociale Leone Rosso, gestore della struttura di San Giacomo, di «ridurre gli ospiti a un massimo di dieci unità in tutto il territorio comunale, e che tale riduzione avvenga nel termine di 30 giorni dal 12 gennaio, data della presente ordinanza».
Una decisione maturata dopo «la mancanza di risposte concrete alla situazione denunciata agli organi competenti e il conseguente stato di disagio che ne è derivato».
Il 10 agosto 2016 l'Ausl di Vignola aveva censito nella struttura la presenza di ben 31 ospiti. Il 31 ottobre in un nuovo sopralluogo si erano trovati 40 posti letto (di cui otto nella sala da pranzo), uno stato di degrado nell'area esterna al fabbricato e la totale mancanza di registro delle presenze e di documentazione degli ospiti. E le cose non erano migliorate di molto, con il censimento di 28 richiedenti asilo nella struttura.
Il 10 gennaio 2017 la coop Leone Rosso, subentrata a L'Angolo nella gestione della struttura, aveva evidenziato un miglioramento delle condizioni e della gestione. Miglioramento considerato evidentemente non sufficiente dal sindaco Mazza: «A norma delle disposizioni relative all'utilizzo del fabbricato, tuttora con destinazione ad albergo, - spiega il primo cittadino - gli spazi e le superfici delle otto camere consentono la presenza di un massimo di sedici ospiti. La struttura poi non dispone della certificazione per la prevenzione antincendio di cui hanno bisogno gli alberghi con una presenza superiore a 25 persone». Mazza richiama inoltre l'accordo tra Anci e Governo che prevede la presenza di un massimo di 2.5/3 migranti ogni mille residenti. «Considerata la popolazione di Montese - spiega il sidaco - non dovrebbero esserci più di 10 richiedenti asilo sul territorio comunale».
E dopo gli incontri e il braccio di ferro degli scorsi mesi, arriva ora l'ordinanza con richiamo diretto alla polizia municipale e alle forze dell'ordine affinché la facciano osservare. Sono ora possibili nelle prossime settimane i ricorsi della Coop al Tar di Bologna e al Presidente della Repubblica, per una vicenda che pare ancora lontana da una serena conclusione.
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