Sciopero nel settore tessile per settemila modenesi
Una protesta che coinvolge soprattutto tanti lavoratori del distretto carpigiano Filctem Cgil: «Non sono previsti aumenti e vogliono ridurre diritti acquisiti»
Sono settemila nel Modenese i lavoratori, concentrati per lo più nel distretto di Carpi, interessati oggi dallo sciopero di otto ore del settore tessile-abbigliamento-calzature. La mobilitazione punta al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro 2016-2019, scaduti entrambi da oltre 10 mesi. A Firenze, in concomitanza con "Pitti Uomo", si terrà la manifestazione nazionale dei sindacati col comizio conclusivo dei segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil. Dopo mesi di trattative, lamentano i sindacati, l'associazione confindustriale Sistema Moda Italia conferma la sua proposta per un modello salariale in cui eventuali aumenti retributivi verrebbero misurati ex post alla durata triennale del contratto. Non è migliore, secondo i sindacati, la situazione nel settore calzaturiero, per la quale a Bologna il consiglio generale di Assocalzaturifici-Confindustria ha rilanciato richieste, in particolare sulla flessibilità contrattuale e sulle festività di sabato e domenica, che i sindacati hanno respinto al mittente.
Un pullman composto da oltre una cinquantina di lavoratori del comparto del tessile parte verso Firenze per affermare i propri diritti.
«Abbiamo svolto un capillare lavoro di diffusione della notizia della manifestazione nelle aziende – sottolinea Sergio Greco di Filctem Cgil - Purtroppo molte aziende non hanno diffuso le informazioni che abbiamo lasciato loro, tra queste anche aziende importanti, che hanno il “vizio”, anche in caso di assemblee e scioperi, di non esporre gli avvisi. Oltretutto in questo periodo i campionari stanno finendo, quindi non c’era motivo per trattenere i lavoratori. Mentre, purtroppo, alcuni dipendenti hanno paura di ritorsioni: se una volta ci si poteva ribellare ai ricatti, oggi non lo si può più fare perché il lavoro scarseggia. Tra i punti messi in discussione nel contratto collettivo ci sono i tre giorni di malattia: vogliono fare diventare obbligatorio lo straordinario - dice Greco - ma non ce n’è bisogno in questo settore, composto per la maggior parte da donne che si fermano in azienda. Inoltre è nel mirino anche l’utilizzo della legge 104 che consente di assentarsi dal lavoro per assistere familiari con problemi di salute. Ebbene, nel tessile è possibile usufruire della 104 a ore e non soltanto a giornate. Riteniamo che questo diritto non vada toccato. Sono in discussione pure le ferie degli impiegati e, altro fatto scottante, non sono previsti aumenti negli stipendi. Insomma, c’è molto da fare nell’ambito del rinnovo di questo contratto collettivo, da quando il presidente del Sistema Moda Italia ci ha detto che ci sarà un rinnovo, con ritocco dei diritti ma zero soldi. Anche il fatto che la manifestazione si svolga nella giornata conclusiva del Pitti, riteniamo possa garantirci ulteriore risonanza», conclude Greco. Anche Sinistra italiana - Circolo di Carpi esprime la propria solidarietà ai lavoratori del tessile abbigliamento impegnati nella difesa dei loro diritti. «Sinistra italiana si schiera idealmente a fianco dei tanti lavoratori carpigiani del settore che stanno pagando sulla propria pelle gli effetti della crisi», hanno commentato dal circolo carpigiano.
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