Serramazzoni, la libreria nella cabina telefonica
Sorge accanto al municipio ed è stata trasformata per uno scambio gratuito
SERRAMAZZONI. Una mini-libreria in una cabina telefonica. E' quella che si può ammirare, ma soprattutto visitare, a Serra in via Belvedere 22, di fianco al municipio e alla sede Avap. Qui da qualche tempo è stato tolto il vecchio telefono a schede (“ucciso” dai cellulari) e si rischiava di perdere anche il suggestivo contenitore, che per lunghi anni ha “sentito” miliardi di parole, sussurri, urla, promesse, confidenze, saluti, auguri, risate... Parole a tempo, scandite dal rumore metallico degli scatti. Tutti un po' si sono affezionati a quella cabina. E c'è chi ha trovato il modo di salvarla: Giorgia Jaded Malagoli, titolare della cartoleria “L'Astuccio” ha pensato bene di “reclutarla” per il suo progetto “Lettori randagi” lanciato nel giugno 2015 con l'allestimento in paese di due bacheche di legno (sotto il portico del ristorante “Il Gallo” e davanti al Bar Pasticceria “Da Matteo”, in via XXIV Maggio) con libri che chiunque può prendere, leggere e riportare. O se vuole tenere, basta che per un volume preso ne porti un altro, aiutando così a rinnovare il parco lettura. Mancava però una “sede” vera per il progetto, che l'ha trovata proprio in questa cabina diventata terzo punto lettura ma molto più “professionale”, grazie all'allestimento di una scaffalatura ad hoc da parte di Stefano Magnanelli del bar “Barone Rosso”. E' così diventata una “casina” per i libri, grazie a questa iniziativa che ha avuto subito il patrocinio del Comune. “Ho scritto a Telecom chiedendo la disponibilità della cabina per questo progetto – spiega Giorgia – e loro hanno accettato regalandola. Poi c'è stato il fissaggio a terra e quindi l'allestimento, con sopra al posto del classico logo telefonico quello di “Lettori randagi”. E' venuta una cosa carina: l'idea è nata dopo un viaggio a Londra in cui avevo visto una little book library realizzata in una delle loro meravigliose cabine rosse. Mi son detta: perché non farlo anche a Serra?”. Una sorta di “coronamento” per il progetto, che sta dando belle soddisfazioni: “Sono partita con trenta libri che ho messo io nella prima bacheca, poi è venuta gente su gente a portarne, quasi mille alla fine. Volevo fare qualcosa per il mio paese, stimolando cultura e senso di responsabilità, perché è tutto basato su fiducia e buonsenso. E sono contenta di quello che si è creato. Ma non ci fermeremo qui: vogliamo portare presto punti lettura anche nelle frazioni”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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