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«Sui voucher serve una legge»

«Sui voucher serve una legge»

Interventi di Furlan di Cisl e Tollari di Uil dopo le decisioni sui referendum

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Tra le varie reazioni alle decisioni della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei referendum promossi da Cgil e relativi alla riforma del lavoro vanno sottolineate quelle dei sindacati. A Bologna Anna Maria Furlan, segretario nazionale Cisl, ha detto che «sui voucher non serve un referendum, basterebbe una legge di due righe. Bisogna tornare all'origine dei voucher quando davvero la legge Biagi li aveva individuati come strumenti del tutto eccezionali per lavori del tutto discontinui. Quindi noi chiediamo a governo e parlamento di affrontare con serietà e subito questi temi. Lo chiediamo da tanti mesi».

A Modena intervento del sindacato Uil, tramite il segretario Luigi Tollari: «Ora è del tutto evidente - ha detto Tollari - che sui quesiti referendari proposti dalla Cgil, sia quello respinto, sia quelli approvati dalla Corte Costituzionale si corrano dei rischi che possono essere scongiurati solo da un rapido intervento del legislatore. È evidente a tutti, meno che al ministro del lavoro, che l’attuale normativa sull’articolo 18 sia fortemente anticostituzionale. Primo perché è stata emanata una legge delega che non ha rispettato il parere della commissione lavoro che avrebbe tenuto fuori dalla norma i licenziamenti collettivi e quelli disciplinari, secondo perché si creano in una stessa azienda diverse condizioni giuridiche tra dipendenti assunti prima o dopo una determinata data. Sui voucher bisogna uscire dall’ideologia, ma soprattutto dall’abuso cui abbiamo assistito in questi anni».

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