Tragedia del bus Erasmus Si riapre il processo in Spagna
Il tribunale spagnolo di Amposta, in Catalogna, ha deciso di riaprire l'investigazione penale sull'incidente dell’autobus su cui viaggiavano studentesse italiane in Spagna per il progetto Erasmus....
Il tribunale spagnolo di Amposta, in Catalogna, ha deciso di riaprire l'investigazione penale sull'incidente dell’autobus su cui viaggiavano studentesse italiane in Spagna per il progetto Erasmus. Nello schianto persero la vita nel marzo scorso a tredici studentesse, sette delle quali italiane. Tra le connazionali sopravvissute c’era anche la modenese Laura Ferrari, che aveva trascorso un periodo di studio in Spagna sostenendo anche alcuni esami.
La magistratura iberica dunque ha accettato il ricorso contro l'archiviazione, disposta lo scorso novembre dal tribunale di Amposta competente per territorio, presentato dalle famiglie delle vittime.
«Abbiamo saputo giusto ieri della decisione dei giudici spagnoli, ci sembra un atto di giustizia - dice il professor Riccardo Ferrari, padre di laura - Naturalmente noi non ce l’abbiamo personalmente con l’autista però è giusto che alle vittime sia riconosciuta giustizia. Per quello che ne so i familiari delle vittime hanno un unico avvocato, quello consigliato dal nostro consolato di Barcellona. Noi ne abbiamo uno che si occupa della posizione di Laura. Peraltro mia figlia era presente anche all’udienza di novembre; credo sia giusto partecipare al processo in Spagna. Ora vedremo cosa succederà nelle prossime udienze».
Laura nel frattempo sta studiando per l’ultimo atto della sua carriera universitaria. Finiti gli esami in Italia e Spagna è alle prese con la tesi di laurea in giurisprudenza che potrebbe discutere a marzo.
Un nuovo giudice istruttore dovrà procedere all'interrogatorio dell'autista del bus, rimasto gravemente ferito nell'incidente, che non era stato sentito dal precedente magistrato.
L'archiviazione del caso provocò le reazioni delle famiglie delle vittime. Il giudice spagnolo che condusse le prime indagini escluso che l'autista potesse avere avuto “responsabilità così gravi da essere punita penalmente” e aveva rinviato le parti a un procedimento civile. La polizia catalana in precedenza aveva indicato come causa più probabile dell'incidente un colpo di sonno dell'autista. Secondo la stampa spagnola, subito dopo l'incidente l'autista avrebbe ammesso con i soccorritori di essersi addormentato al volante. (s.c.)
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