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Zagnoli, mesi di odissea: «Ma non mollo»

Zagnoli, mesi di odissea: «Ma non mollo»

Mirandola. Travolta da un’auto, la presidente dell’Ant ringrazia i medici e progetta nuovo volontariato

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MIRANDOLA. Maria Grazia Zagnoli verrà dimessa oggi dall’ospedale di Baggiovara, per essere ricoverata in una struttura specializzata nella riabilitazione, ad Arco di Trento.

Così l’ex consigliere comunale, fondatrice e presidente di sezione dell’Ant, l’associazione Nazionale Tumori di Mirandola, si avvia al quinto mese di ricovero, dopo l’incidente nel quale venne coinvolta, il 27 agosto del 2016.

«Stavamo andando a cena con mia figlia Mariachiara e mia nipoote Eleonora - racconta - quando sulla statale 12 ci è venuta adosso quell’auto...».

L’auto in questione era di un giovane di Poggio Rusco che, in difficoltà psicofische, ha sbandato, centrando l’auto della Zagnoli, che ha riportato numerose e gravi fratture, con tante lesioni: «So che è stato ricoverato in ospedale qui a Baggiovara, mi hanno detto che ha subito postato una sua foto su facebook, ma nonostante conoscessi la sua famiglia non ho mai avuto il piacere di sentirlo, o di conoscerlo...», dice sorridente e sorniona Zagnoli.

Già, il sorriso: è stata l’arma decisiva per questa donna combattiva da sempre, che in queste settimane ha subito 6 operazioni in anestesia totale, spedita da un ospedale all’altro della provincia per riabilitazioni, recuperi e da ultimo le cure contro l’infezione alla ferita insorta dopo lultimo intervento: «Devo ringraziare le mie figlie, che mi sono sempre state vicine, e debbo ringraziare le migliaia, veramente migliaia di persone, specie mirandolesi, che si sono preoccupate per me, che mi hanno telefonato e confortato. Una consolazione e un incoraggiamento, che mi ha dato la forza di resistere fin qui...».

Zagnoli è passata da Baggiovara alla lungodegenza di Mirandola, ad altre strutture.

«Ma se mi è concesso, anche alla luce delle tante battaglie che ho condotto quando ero impegnata in politica, voglio testimoniare che la buona sanità esiste. E che qui nel reparto di Traumatologia e ortopedia dell’ospedale di Baggiovara lavorano persone eccezionali, competenti, premurose. Il mio plauso al primario, prof Squarzina, e ai suoi colleghi, i dottori Monteleone, Zapparoli, Mugnai..., ma dovrei citare veramente tutti, tra medici e collaboratori».

E l’Ant? «Avremmo dovuto festeggiare i vent’anni di vita ad ottobre, poi è successo quel che è successo. La festa è solo rimandata, e anzi debbo ringraziare le aziende che ci aiutano e soprattutto gli oltre 100 volontari di Mirandola e dintorni che a Natale si sono prodigati per vendere le piante, potendo contare su un ausilio solo telefonico della sottoscritta. Proseguiremo con il premio Eubiosia e con le visite gratuite nelle aziende, per prevenire melanoma e tiroide». (alberto setti)

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