Agritecnica, festa senza agibilità?
San Felice. Il Comune scopre a mesi dall’inaugurazione che manca la fine lavori
SAN FELICE. All’inaugurazione di otto mesi fa, l’8 maggio 2016, c’erano centinaia di persone. Inclusi il sindaco Alberto Silvestri, l’assessore Simone Silvestri, l’assessore regionale Palma Costi.
Ma il capannone che li ha accolti non aveva l’agibilità, e a quanto risulta dagli atti del Comune non l’ha mai avuta.
L’inchiesta sul cemento depotenziato, gli accertamenti della polizia di Stato della questura anche presso il municipio di San Felice hanno in qualche modo portato alla adozione della ordinanza che dispone il divieto di utilizzo dell’immobile presso la Agritecnica di via dell’Industria, che aveva ospitato una parte della festa.
I titolari, la famiglia Bianchini, hanno anzitutto inteso rassicurare sulla qualità del cemento utilizzato nelle fondamenta e della costruzione, che hanno sottoposto ad esami di parte, esprimendo anche disappunto e sorpresa per l’ordinanza.
Ma leggendo il testo dell’atto - al di là di quelli che saranno gli esiti dell’inchiesta, a San Felice, a Finale e negli altri immobili “attenzionati” - balza all’occhio una anomalia che non ha immediate spiegazioni: «l’immobile - scrive l’ufficio tecnico del Comune - è completamente utilizzato dalla proprietà in assenza della comunicazione di fine lavori e richiesta del certificato di conformità edilizia completa degli allegati».
Scoperta che sarebbe avvenuta a seguito del «verbale di accertamento in data 13 dicembre 2016, protocollo 21381». Tredici dicembre, anche se l’inaugurazione - ci fu anche una messa e un concerto - risale a maggio ed era stato in quella occasione lo stesso municipio di San Felice a diramare i comunicati con i quali si dava con giusta soddisfazione notizia dell’apertura dello stabilimento, e della partecipazione dell’assessore alla Ricostruzione della Regione.
Come dunque sia stato possibile organizzare l’evento, invitare tutte quelle persone e partecipare attivamente in mancanza di una agibilità non lo spiegano neanche i progettisti che hanno curato le pratiche. E che ieri, interpellati, hanno preferito non entrare nel merito.
Silenzio su tutta la linea anche a Finale, dove il cemento presunto depotenziato è stato utilizzato per la costruzione delle scuole Frassoni. Ma l’onorevole Vittorio Ferraresi in un post su facebook accusa duramente, ipotizzando che l’uso del calcestruzzo scadente abbia riguardato decine di cantieri, in un vero e proprio sistema criminale su scala nazionale.
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