Cadute nelle scuole modenesi per il ghiaccio: «Il sale dov’era?»
Sul web la cronaca della giornata scatena i commenti «La situazione è stata affrontata col massimo impegno»
MODENA. Questa volta non è stata la neve a mettere in crisi la viabilità modenese, bensì un vero e proprio gelicidio che già si era verificato negli anni scorsi e che ieri mattina ha rovinato la sveglia a migliaia di modenesi. Gli stessi che, in diretta ormai visto il potere dei social network, hanno poi dato la loro versione dei fatti sul nostro sito, commentando la diretta su www.gazzettadimodena.it: «La situazione davanti alle scuole era imbarazzante, nemmeno il sale avevano messo. Ma se non lo mettono davanti alle scuole e ai luoghi pubblici, dove dovrebbero metterlo?».
E la polemica è diventata ben presto “virale”, facendo subito il giro del web. Mentre il Comune di Modena, la Provincia e tutti i comuni interessati dal fenomeno hanno fatto notare che la salatura era iniziata già la sera precedente, per poi continuare tutta notte, non basta: «Il problema non sono le strade principali, dove si circola, ma è arrivarci sulle strade principali...».
Mentre si invitava la popolazione a rimanere in casa, in tanti, già usciti, sono finiti al pronto soccorso, tanto da costringere gli ospedali agli straordinari. E nonostante questo c’è chi aspettato anche 4 ore un’ambulanza, chi è rimasto in sala d’aspetto per più di 10 ore. «Si è trattato di una situazione eccezionale, affrontata con il massimo impegno da parte di tutti - ha commentato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. In primo luogo dai nostri professionisti, rientrati spesso dai turni di riposo per garantire un’adeguata e tempestiva risposta ai cittadini, dimostrando anche in quest’occasione la straordinaria dedizione che li contraddistingue. Per questo, desidero ringraziarli». Per far fronte all’evento, già da ieri era stato previsto un potenziamento delle ambulanze (95 in più), ottenuto in parte dedicando alle attività di emergenza mezzi normalmente utilizzati per i trasporti non urgenti. Anche il personale delle Centrali operative è stato potenziato, per garantire una ricezione tempestiva delle chiamate, prevedendo, per le due Centrali, 36 operatori in più. La situazione meteo-climatica ha quindi generato un forte aumentato degli accessi alle strutture di Pronto Soccorso, con incrementi compresi fra il doppio degli accessi traumatici medi e punte di 5.6 volte la media.
Anche in questo caso sono stati messi in campo interventi di potenziamento massiccio, con raddoppio o triplicazione delle strutture sia per l’accoglienza, che per gli ambulatori - soprattutto ortopedici, comprese le sale gessi -, che per la diagnostica radiologica urgente. Si è trattato prevalentemente di traumi di entità medio lieve, che non necessitano di ricovero, ad eccezione delle fratture che richiedono un trattamento chirurgico: per affrontarle sono state potenziate le attività delle sale operatorie ortopediche di tutti i territori interessati.
«Per far fronte all’aumento di accessi è stato potenziato il personale in servizio - informano dagli ospedali di Baggiovara e del Policlinico - E’ stato potenziato, inoltre, il numero di seggette e barelle e sono state distribuite coperte. Per alleviare l’attesa è stato servito the caldo, acqua e, all’ora di pranzo, sono stati messi a disposizione panini caldi».
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