Migranti, Paba ai sindaci: «Aiutateci a trovare posti»
Il prefetto: «Coinvolgere le famiglie». Nuovo bando per arrivare a 1560 posti A giorni il piano del Viminale per conoscere il futuro della struttura modenese
Il conto alla rovescia è iniziato. Tra cinque giorni il ministro degli Interni Minniti dovrà presentare alle Regioni, in un incontro ufficiale, il piano per la distribuzione degli immigrati.
Nel frattempo la Prefettura ha incontrato ieri mattina i presidenti delle Unioni dei Comuni per avere il polso della situazione e capire quanto può spingersi la politica dell’accoglienza diffusa, rimettendo ancora una volta sul tavolo gli incentivi per gli enti locali e i compensi per chi accoglie i migranti. «Ci sono famiglie disposte ad accogliere i profughi? È possibile ridurre l’impatto dei profughi sulle grandi strutture distribuendoli in piccole comunità?» I sindaci dal canto loro hanno chiesto l’utilizzo degli ospiti per lavori di pubblica utilità in modo da
E Modena, da questo punto di vista, è in prima linea.
È un caso che si passi dai quasi 1200 a 1560 “ospiti” da gestire nel nuovo bando della Prefettura? In pratica un raddoppio rispetto a due, tre anni fa? Questo vuol dire che si dà per scontato che ne arriveranno, nei prossimi mesi, il 30% in più rispetto al 2016. Forza Nuova tuona: «La sinistra gongola, è il successo di una politica che lascia sul lastrico gli italiani in difficoltà ma accoglie e coccola gli stranieri».
“Riaprire i Cie” non è uno slogan. Da subito è stato specificato che la direzione di marcia è quella di distribuire su tutto il territorio nazionale i profughi, con una media di 3 stranieri per ogni mille abitanti, imponendo quest’obbligo anche ai Comuni recalcitranti per evitare che quelli più disponibili si sentano presi in giro dagli altri, come pure ha ripetuto Muzzarelli più volte.
Perché Modena è al centro di questo vespaio? Prima di tutto perché ha ancora un Cie che fu fabbricato su misura in mezzo a mille polemiche, con una capienza media di 60 posti. È l’unico presente in Emilia Romagna assieme a quello di Bologna (circa 90 posti) e può essere riaperto trovando un accordo con la banca che ne è diventata proprietaria. Sotto le Due Torri il sindaco Merola ha detto “No”, a Modena Muzzarelli e Pd hanno detto educatamente “Senza contropartite, no grazie”. Quali? Un aumento degli uomini in divisa, senza sottrarre risorse a Questura e Carabinieri? La distribuzione di chi sbarca in Sicilia verrà estesa realmente a tutta Italia, oltre agli annunci? O i Comuni della Romagna, e quelli turistici dell’Appennino, resteranno alla finestra per non turbare i vacanzieri? Va chiarito se le compensazioni per Modena, in uomini e mezzi, saranno al netto o al lordo del Cie, se i 1200 migranti di oggi diventeranno 1560 o 1800 con il criterio nazionale dei 3 per 1000 residenti e se i comuni del sisma saranno ancora esclusi. Infine: i 100 stranieri (in via di rimpatrio) dei Cie, dove staranno in Emilia, su due sedi o sulla prima già pronta ad aprire?
Saverio Cioce
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