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Nonantola. Polli malati di salmonella Tremila capi da macellare

Nonantola. Polli malati di salmonella Tremila capi da macellare

I veterinari dell’Ausl riscontrano la malattia in un allevamento di Nonantola Ordinanza del sindaco per evitare la diffusione poi scatterà la disinfestazione

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NONANTOLA. Il controllo era arrivato negli ultimi giorni dell’anno quando il servizio veterinario dell’Ausl aveva avuto la conferma che all’allevamento di galline “La Pellegrina” si era riscontrato un caso di Salmonella Typhimurium, malattia che può essere diffusa anche all’uomo. E così è arrivata un’ordinanza d’urgenza che prevede l’invio alla macellazione dei volatili ancora in vita, ma con prescrizioni molto dettagliate. E così il sindaco Federica Nannetti ha firmato un documento restrittivo “al fine di impedire il diffondersi della malattia”.

Sono cinque i punti cardine che gli imprenditori della Pellegrina dovranno rispettare: è subito scattato il sequestro sanitario dei volatili ricoverati nel capannone in cui la Salmonella è stata trovata tra le feci. I polli non potranno essere movimentati così come non sarà possibile spostare lettiera, mangime, attrezzature e tutto l’altro materiale contaminato presente. Quando sarà arrivato il momento tutti gli animali di razza Golden, che durante il controllo avevano nove settimane, dovranno essere macellati. La legge dispone che entreranno nell’impianto soltanto “a fine ciclo” ossia in coda a tutti gli altri carichi di pollame spedito. Ciò permetterà di garantire le corrette procedure sanitarie, evitare di contagiare altri capi e assicurare l’immediata disinfestazione. La carne da pollo finirà poi sul mercato anche se a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli abituali.

Gli animali che invece moriranno nell’allevamento di Nonantola, come da prassi, dovranno finire in un impianto autorizzato allo smaltimento delle carcasse e previa certificazione sanitaria.

Liberato dai polli il capannone coinvolto l’ordinanza impone ulteriori due passaggi: sarà indispensabile effettuare la distruzione o l’idoneo trattamento “atto ad inattivare il germe di tutti i materiali o rifiuti potenzialmente contaminati come mangime, lettiere ed eseguire, dopo aver ultimato le operazioni precedenti, la pulizia e disinfezione dei locali adibiti all’allevamento dei volatili, delle zone circostanti e di tutto il materiale potenzialmente contaminato, sotto controllo del veterinario ufficiale”. L’avvenuta decontaminazione - spiega la norma - dovrà essere confermata da un controllo microbiologico ambientale da effettuarsi almeno una settimana prima della immissione di nuovi gruppi di polli.

Difficilmente la Salmonella potrà essere contratta dall’uomo - la carne di pollo viene cotta - ma l’iter sanitario è comunque una prassi obbligata dalla legge.

Francesco Dondi

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