Tennis Modena, una partita complicata
Il presidente convocato dal sindaco: ci sarà un bando. E per gli uffici a Palazzo Solmi c’è il problema delle vie di fuga
Il futuro per il Tennis Club di viale Monte Kosica non è più così chiaro e in futuro una delle eccellenze sportive della città potrebbe correre il rischio di essere sfrattata dalla sede statale che gestisce da oltre cent'anni. E, nel caso, una delle principali scuole tennis d'Italia dovrebbe trovare un altro luogo per le proprio attività. Con una delibera di pochi giorni fa, infatti, l'amministrazione comunale ha messo nero su bianco la sua richiesta al Demanio dello Stato - proprietario dei 15mila metri quadrati tra Montekosica e via Fontanelli - di ristrutturare e gestire lo spazio a fianco del Novi Sad. Nel documento si legge che il Comune ha preventivato circa 800mila euro per la riqualificazione e ristrutturazione dell’area dove oggi agisce il club privato che ha 300 soci. «Il sindaco Muzzarelli - spiega il presidente del Tennis club Giovanni Carpaneto - ci ha convocati lunedì 9 gennaio spiegandoci tutta la situazione. Noi abbiamo detto che siamo disponibili e puntiamo a restare in quella sede, è la nostra volontà visto che abbiamo una scuola agonistica tecnica che è un fiore all'occhiello per i campioni che produce». Se il Comune otterrà il permesso dal Demanio per la futura gestione sarà necessario un bando pubblico: «Il sindaco - continua il presidente del club - ci ha rassicurato anche su questi aspetti. Del resto siamo in una zona sportiva e svolgiamo già altre attività per chi non è socio. Soprattutto alcuni eventi e il ristorante che è aperto a tutti. Aprilo di più ai cittadini? Valuteremo». Altrettanto complicata, anche se per altri motivi, appare la situazione a Palazzo Solmi che almeno in futuro potrebbe essere salvato dal degrado che ogni giorno di più si mangia la parte monumentale dell'edificio rinascimentale. L'intento del Comune di trasferire qui tra quattro o cinque anni parte degli uffici comunali - operazione che permetterà di risparmiare qualcosa sul monte affitti - non è bocciata dall'ex soprintendente Luciano Serchia che però mette in guardia. Per ora l'amministrazione ha fatto richiesta per la gestione al Demanio statale e ovviamente non dispone ancora di progetti precisi anche se il futuro, spiegano da Palazzo municipale, sarà in linea con il restauro già iniziato dalla Soprintendenza anni fa. «Tutto si può fare a patto di rispettare le regole - spiega l'ex dirigente ministeriale che in passato si è occupato del restauro del palazzo di via Emilia centro - ma invito a tenere presenti alcuni problemi. Invito in particolare a ricordare che quel palazzo ha un impianto non omogeneo e una problematica distribuzione poco razionale degli spazi. Il vero problema sono le vie di fuga visto che le parti pubbliche intersecano l'ampia parte privata di palazzo Solmi. Sarà complicato posizionare gli uffici anche se non posso dire di più non avendo visto alcun progetto. Certo è che le parti monumentali sono difficili da modificare, servirà il via libera della Soprintendenza, e abbiamo appena recuperato la configurazione originaria degli spazi pubblici. Ovviamente non si potranno mettere tramezzi».
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