“Terra dei padri" apre a Modena: «Qui niente d’illegale»
I promotori del circolo stupiti di tanti attacchi si presentano e invitano ad evitare pregiudizi nei loro confronti: «Cultura e musica, conferenze e lo statuto sul web»
MODENA. Che uno dei fondatori del circolo Terra dei Padri fosse un residente in Russia da molti anni, forse non sarebbe riuscito a immaginarlo neppure la fervida fantasia del vignettista Andrea Pazienza. «Putin ha rimesso in piedi la Russia dopo anni di sbandamento» concede bonario Andrea Longagnani, consulente editoriale, che fa la spola tra Mosca, dove vive con moglie e figlio piccolo, e Modena, dove non rinuncia alle amicizie.
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Assieme a Fabio Di Maio e Andrea Borelli fa gli onori di casa nel circolo culturale di destra che, ancora prima dell’apertura, ha coalizzato tutte le anime della sinistra, dai centri sociali agli anarchici che parteciperanno oggi pomeriggio a una manifestazione, sino ai vertici istituzionali del Pd, deputati e senatori compresi, che parteciperanno oggi pomeriggio a un presidio antifascista.
Al circolo, in via Nicolò Biondo 297, si arriva guidati dalle scritte che grondano disprezzo e tra i capannoni chiusi e sfitti a ridosso della Madonnina. Un pezzo di Modena abbandonato e dove tutto parla di un passato partigiano, con le lapidi dei fucilati a ogni passo. Ma questo non disturba nessuno in un circolo dove i promotori assistono, più increduli che in collera, alla marea montante di accuse.
«Dobbiamo ancora aprire e ci accusano di tutto» dice con la fronte aggrottata Andrea Borelli, giovane assicuratore, che aggiunge: «E dire che statuto, calendario e argomento degli incontri, relatori e date sono tutti pubblicizzati sulla nostra pagina Facebook. Non nascondiamo nulla, massima trasparenza. Il circolo sarà aperto per le conferenze e le serate musicali, solo per i soci. E dire che abbiamo invitato a parlare persone di tutti i colori politici; noi diremo la nostra e ascolteremo gli altri. Come vedete qui più che sedie e due tricolori non ci sono, altro che covo di fascisti. A 72 anni dalla fine della guerra facciamo il processo alle opinioni su che cosa?»
«Mi lascia senza parole - aggiunge Fabio Di Maio - che tutto nasce da una foto fatta chissà dove e quando al gruppo musicale che verrà da noi sabato, i Topi Neri. Dietro di loro una croce celtica, che ha scatenato tutti a sinistra. I fasci littori? Qui non entrano se non per documentazione storica se ci saranno proiezioni di film. Fuori contesto no, noi facciamo cultura di destra. Noi promotori siamo incensurati e non c’è nulla di illegale. O si ha paura di ciò che diciamo?».
Saverio Cioce
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