Modena, saliti a mille i feriti delle cadute per il ghiaccio: straordinari in sala operatoria
Si opera incessantemente fino a stasera con 11 equipe in tutta la provincia: i feriti dopo il maltempo sono saliti a quota mille
MODENA. Il primo giorno seicento persone curate al pronto soccorso degli ospedali della provincia, che sono diventate mille con quelli arrivati ieri mattina soprattutto a Vignola e Carpi dove i traumi refertati il giorno dopo il gelicidio sono rimasti comunque su numeri più alti del normale. Uno spiegamento di forze senza precedenti all’interno degli ospedali di tutta la rete modenese, dai medici agli infermieri, molti che anche su base volontaria si sono ripresentati al lavoro per dare una mano e provare a risolvere l’emergenza nel più breve tempo possibile.
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In tre giorni - da venerdì ad oggi - più di cento interventi, con la precedenza alle urgenze e 11 sale operatorie dedicate alle fratture del gelicidio: quattro al Policlinico, due a Baggiovara e a Carpi, una rispettivamente a Mirandola, Vignola e Pavullo. Sono numeri importanti, eccezionali, di un sistema che ha retto l’urto grazie ad una organizzazione che ha saputo contrastare il boom di traumi e fratture dovuto alle cadute sul ghiaccio che venerdì ha messo in ginocchio l’intera provincia. E anche domani, soprattutto tra Policlinico, Baggiovara e Carpi, si proseguirà ad operare con sale dedicate a smaltire tutti i casi. Emergenza, quindi, che dovrebbe terminare nelle prossime ore e lasciare uno strascico in settimana per gli interventi meno urgenti.
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Il professor Fabio Catani guida la struttura di traumatologia e ortopedia del Policlinico e ieri ha ricevuto la visita anche del presidente della Regione Stefano Bonaccini, arrivato a complimentarsi per il lavoro svolto nell’emergenza: «Abbiamo fatto il nostro dovere - spiega Catani - ma soprattutto il Policlinico ha giocato in squadra con grande responsabilità: medici, infermieri, anestesisti, tecnici, tutto il personale ha lavorato incessantemente ben oltre i propri turni.
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A loro va detto grazie e va detto grazie anche ai modenesi vittime dell’emergenza: al pronto soccorso e nei reparti che hanno messo a disposizione più letti di quelli previsti, tutti i pazienti hanno capito che si tratta di una situazione di emergenza e che stavamo facendo il massimo per loro». Lavoro sotto pressione anche per la chirurgia della mano del professor Roberto Adani, anche se le emergenze più grosse hanno riguardato l’anca, il bacino e il femore: «Abbiamo stabilito un ordine di gravità - spiega sempre Catani - e di questo passo andremo ad esaurire in alcuni giorni tutti gli interventi, che hanno riguardato anche persone giovani e non solo anziani».
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Tutta la rete dell’emergenza dell’Ausl è diretta dal nuovo responsabile, il dottor Stefano Toscani: «Il sistema - spiega - ha retto un’emergenza di grandi proporzioni, con un affollamento che è stato anche di sei volte superiore alle chiamate solite. Il clou è stato tra le 7 e le 10 del mattino, con oltre 200 chiamate da gestire. Qualche difficoltà temporale c’è stata nelle prime ore della mattina, anche le ambulanze sono state chiamate a sforzi straordinari in una situazione piuttosto complessa. Per fortuna la maggior parte dei traumi era di media e bassa entità, ma la quantità è stata davvero notevole. Dobbiamo dire grazie ai lavoratori, nessuno ha mai guardato l’orologio, e al comportamento civile e comprensivo dei pazienti. Le direzioni sanitarie ci stanno dicendo che l’emergenza è in fase di chiusura, ma è chiaro che anche per i prossimi giorni ci saranno da smaltire i tanti interventi e il calendario delle operazioni programmate subirà un breve slittamento. È naturale che si proceda in questo modo per tornare alla normalità dopo l’assalto delle ultime ore. Anche la collaborazione tra i diversi reparti ha permesso di sistemare più in fretta molte più persone».
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