Mirandola: dopo il “barbaro” della notte torna la banda che smonta le auto
A Mirandola i carabinieri denunciano 30enne sospettato di aver danneggiato le vetture in centro A San Martino viene “smontata” per la seconda volta l’Audi Q5 a una dirigente. Cresce la protesta
MIRANDOLA. I carabinieri lo hanno denunciato per danneggiamento plurimo aggravato e ora dovrà attendere il processo mentre le vittime - i padroni di auto e contatori del gas distrutti - sono intenzionati a mettersi in fila, anche se con poche speranze di risarcimento. La notte brava del 30enne, che ha seminato devastazione in tutto il centro storico, si è chiusa con la segnalazione alla Procura. Come già raccontato nell’edizione di ieri, i carabinieri di Mirandola e Carpi sono arrivati a lui, già controllato nel corso della nottata. È stato filmato dalle telecamere di sicurezza installate in attività private: immagini che riprendono l’uomo - non mentre distrugge ma mentre si aggira senza meta tra la piazza e le strade limitrofe. È di fatto l’unico fantasma che zigzagava tra le auto venerdì prima dell’alba: «Non ricordo nulla», si è difeso confessando di essere reduce da una notte di bagordi fuori città. In passato era anche stato arrestato, con un quantitativo esorbitante di droga occultata nello stomaco.
L’episodio ha scatenato da subito dure reprimende, e anche qualche sparata fuori bersaglio. Così ieri il sindaco Maino Benatti ha risposto. "Vorrei esprimere solidarietà alle persone che hanno subito danni. Il mio ringraziamento va alle forze dell'ordine per la tempestività con cui sono risalite all’autore degli atti vandalici. Nessuna banda ha scorrazzato impunita per Mirandola, ma si è trattato del gesto di un singolo, impossibile da prevedere e contenere. Ancora una volta spiace però notare come il problema della sicurezza, venga strumentalizzato da chi non è interessato al bene di Mirandola, ma solo a fare polemica con le istituzioni. Noi invece siamo impegnati a rendere più sicura la nostra città e abbiamo già messo in cantiere numerosi interventi in questo senso. Il Consiglio comunale, all'unanimità, ha votato un ordine del giorno che prevede azioni concrete».
L’intervento del sindaco ha però scatenato anche sulla sua pagina facebook parecchi interventi, tuti tesi a non trascurare la grave situazione della criminalità a Mirandola. Il consigliere Platis, cui Benatti nello specifio si rivolgeva, ha replicato. «Il fatto che l'autore sia uno solo peggiora le cose. Per quanto tempo ha potuto imperversare senza che nessuno intervenisse? Da dove arrivava la pattuglia intervenuta? Temo che non fosse di Mirandola. Inoltre nessuna telecamera pubblica è servita per identificare l'uomo ma solo grazie alle registrazione di una banca e di un privato è stato possibile arrivare al fermo. Il primo stralcio per l’installazione degli “occhi elettronici” che dovevano difendere la città costò 350mila euro».
E intanto che nel capoluogo si polemizza, la banda delle auto di lusso torna al lavoro. Ieri notte è stata smontata per la seconda volta un’Audi Q5 di proprietà di una conosciuta imprenditrice di San Martino Spino. L’auto era parcheggiata davanti alla casa di Via Valli, all’ingresso del paese, perfettamente illuminata. L’altra volta le erano stati smontati tutti i pneumatici con cerchioni e il gruppo fari, questa volta se ne sono andati ancora tutti i fari. Ad accorgersi del furto una negoziante di passaggio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
