Lupi incrociati con i cani, maxi blitz
Oltre duecento “cecoslovacchi imbastarditi” sequestrati ai proprietari in tutta Italia. Indagati marito e moglie 52enni
SERRAMAZZONI. «Lupi prelevati illegalmente nei Carpazi, Scandinavia o in Nord America per essere incrociati illegalmente con cani da Lupo Cecoslovacco selezionati». Era a Serra la base operativa di un sistema che ieri ha portato al sequestro di 229 esemplari di ibrido tra cane e lupo selvatico. Sequestri eseguiti in tutta Italia, in 54 province.
«Oltre 200 i proprietari truffati, cittadini che, a vario titolo, avevano acquistato a caro prezzo i cani (sino a 5.000 euro a esemplare); nove, invece, gli allevamenti attenzionati, a carico dei quali sono state emesse le misure di sequestro, nel corso della complessa indagine durata 3 anni», ha spiegato a Roma il colonnello Daniela Piccoli dal Comando Unità Tutela Forestale Ambientale ed Agroalimentare Carabinieri (Cutfaa) nel quale è appena confluito il Corpo Forestale dello Stato,
Indagati principali sono però marito e moglie di Serramazzoni, Fabio e Tiziana, entrambi 52enni, titolari dell’allevamento “Passo del Lupo” di via Casa Sante. Persone conosciute e stimate, che già nel corso delle indagini hanno fornito le loro spiegazioni. Ma le conlusioni della Forestale, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Modena, Lucia Musti, e dal sostituto Francesca Graziano, hanno sviluppato impressionanti rilievi scientifici, basati sulle analisi del dna, e che concludono per la violazione della normativa internazionale che protegge e qualifica le specie protette.
Perchè questa commissionte artificiale e ritenuta truffaldina per quanti credevano di avere acquistato esemplari puri e costosi di cane cecoslocacco? «Allo scopo di ottenere un patrimonio genetico nuovo e capace di dare origine a esemplari di grande bellezza e più resistenti a disfunzioni e malformazioni ossee, ma in violazione dei disciplinari stabiliti dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (Enci)». hanno spiegato il colonnello Piccoli e i suoi collaboratori, assieme alla Procura di Modena. Insomma, i cani allevati e venduti a Serramazzoni sarebbero sembrati più belli e più sani, ma sarebbero stati “imbastarditi”.
«Questa attività costituisce un'importante operazione di prevenzione e tutela verso i proprietari che, ignari, potrebbero acquistare a caro prezzo cani non di razza, sottovalutando il potenziale rischio di aggressività dei propri animali da compagnia, frutto di questi incroci pericolosi», spiegano i carabinieri forestali.
«Questa condotta permetteva di ottenere soggetti più belli e simili al lupo selvatico e, pertanto, più apprezzati nei concorsi di selezione canina e dagli amatori i quali, pagando cifre elevate, ottenevano animali con maggiore somiglianza alla specie selvatica e più spiccato atteggiamento lupino - aggiunge la nota diffusa ieri - L'attività fraudolenta era possibile dichiarando il falso nelle certificazioni ufficiali Enci e truffando ignari acquirenti i quali, in aggiunta al raggiro, si sono trovati spesso in casa animali dalle potenziali caratteristiche aggressive».
Alberto Setti
e Daniele Montanari
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