Maxi furto al magazzino della Ferrari a Fiorano
Colpo da 100mila euro nel capannone di Ubersetto dell’azienda di logistica Kuehne Nagel, partner della Rossa
FIORANO. Sapevano cosa cercare, dove trovarlo e come portarlo via.
Un colpo da veri professionisti quello portato a termine nella notte tra giovedì e venerdì nello stabilimento di Ubersetto della società svedese di logistica Kuehne & Nagel, partner principe della Ferrari che, sostanzialmente, ha proprio lì il suo magazzino esterno. Una prima stima parla di una razzia da 100mila euro, una cifra altissima, ma che rappresenta soltanto una goccia nel mare del magazzino di via Perdisa, dove è stoccata merce per svariati milioni di euro, addirittura decine.
Via Perdisa è una strada chiusa, prettamente industriale, e che si trova proprio al confine tra Ubersetto e l’inizio del territorio comunale di Maranello. Una posizione strategica per la Ferrari che qui fa confluire la quasi totalità della componentistica per le sue vetture da strada da tutti i fornitori, con l’utilizzo, spesso e volentieri, di camion allarmati per il valore delle merci. La K&N si occupa della logistica e di fornire al Cavallino i pallet di assemblaggio che vengono direttamente indirizzati alla linea di produzione di Maranello.
Ed è qui che giovedì notte si è introdotta una banda di veri professionisti che ha saputo orientarsi con destrezza e precisione verso il proprio obiettivo: in particolare componentistica meccanizzata.
E pensare che in quel magazzino, immenso, c’è di tutto ed anche pezzi dal valore molto maggiore o più facilmente trasportabili, come ad esempio i volanti, veri e propri gioielli.
Ma quei pezzi erano l’obiettivo e quelli sono spariti, tanto che si pensa ad un furto su commissione. Si tratta di componenti che vengono assemblate proprio all’interno della K&N, dove un fornitore bolognese della Ferrari ha un piccolo angolo-officina.
Quello che colpisce nella dinamica del furto è che il capannone K&N è completamente “allarmato” e sorvegliato. All’ingresso del cancello principale è presente una guardiola, sul lato sinistro un altro immenso capannone di stoccaggio ceramico, mentre a destra e sul retro c’è aperta campagna. Facile, ma non certo, che l’intrusione sia avvenuta da uno di questi settori, anche se per il trasporto della merce rubata, relativamente pesante, è stato necessario l’utilizzo perlomeno di un furgone, se non di un vero e proprio camion. Fondamentale per gli inquirenti sarà l’ausilio dei video di sorveglianza, per riuscire ad estrapolare almeno qualche fotogramma del furto per dare il via alle indagini.
Giovanni Balugani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
