Pacchioni (Anpi) al presidio di Modena: «Applicate le leggi contro i fascisti»
La diffusione delle idee fasciste è vietata sia dalla costituzione che da due leggi. Ma la loro applicazione è rarissima. I parlamentari modenesi hanno il dovere di sollecitare il Parlamento: c’è...
La diffusione delle idee fasciste è vietata sia dalla costituzione che da due leggi. Ma la loro applicazione è rarissima. I parlamentari modenesi hanno il dovere di sollecitare il Parlamento: c’è troppa indifferenza e troppo lassismo.
Mentre Aude Pacchioni, presidente dell’Anpi di Modena, pronuncia queste parole durante un discorso tanto diretto quanto appassionato, intorno a lei piazza Torre gremita tace. Il raduno “istituzionale” antifascista (di Anpi, Alpi e Fiap) è stato un’occasione per fare il punto su una situazione ormai sempre più evidente di diffusione di propaganda di estremisti di destra accentuata dall’apertura del circolo “Terra dei Padri”. Davanti al Sacrario dei Caduti con le sue centinaia di foto di giovani morti per motivi diversi ma uccisi dalle stesse mani, la Pacchioni si rivolge al circolo di estrema destra. «Questi giovanotti che credono di poter diffondere gli ideali del fascismo forse non capiscono, credono di un ideale che in realtà nel nostro Paese ha fatto solo lutti e disastri. Il loro circolo si chiama “Terra dei Padri” - dice prendendo una pausa - pensano a quei loro padri e nonni che hanno fatto soffrire questa città con le loro “attività”».
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«Pensate a quell’operaio della Fiat che era tra i 50 licenziati del 1950 perché facevano attività sindacali per difendere i lavoratori e che proprio a Modena Ovest fondò con altri il primo Villaggio Artigiano di Modena. Spero che non possa vedere cosa succede in quel capannoncino. Si rivolterebbe nella tomba pensando che lì dentro oggi si fa musica e cultura fascista». Il nemico principale della Pacchioni è però l’indifferenza: «Quando attacchiamo il fascismo non lo facciamo così, per qualche nostra volontà, ma richiamandoci a leggi dello Stato (Scelba e Mancino). Queste leggi devono essere rispettate dalle autorità - ha esclamato - le organizzazioni fasciste devono essere messe fuori legge. Ma qualcuno qui continua a pensare che si deve intervenire solo per questioni di ordine pubblicò. No, questo non è ordine pubblico. Queste formazioni sono fuori dalle regole democratiche e lo abbiamo anche detto con la nostra lettera aperta. I parlamentari modenesi devono far sentire la loro voce in Parlamento. Noi non siamo nostalgici; noi vogliamo solo che questa sia una democrazia e che le leggi siano rispettate. E non è solo un problema di memoria. Viviamo in un città piena di cippi che ricordano le stragi dei fascisti, siamo una città medaglia d’oro. Questi giovanotti ci devono rispettare». Non sono mancate parole per chi combatte il circolo con scritte offensive sui muri. «Sbagliano - ha detto categorica - dovevano venire qui con noi, non fare segnacci sui muri». L’invito della Pacchioni a impegnarsi per una diffusione della storia più recente nelle scuole è stato un tema affrontato anche dal vicesindaco Gianpietro Cavazza. Al presidio tantissime bandiere e delegazioni dell’Anpi di Modena e della provincia, e anche da Regio, compresa la storica bandiera “Sarsa”. E poi i partiti: Pd, Giovani Dem, Possibile, Pmli. Soprattutto tanta gente di sinistra che non si riconosce più nei partiti.
«Sono qui con i miei amici per manifestare il nostro dissenso contro la Terra dei Padri», dice Alessandro Poggi dei Giovani Dem. «Torniamo in strada per mettere una pezza a una situazione preoccupante», spiega Renato Gherardini, ex staffetta partigiana a 13 anni. «Il circolo si dice culturale e il problema davvero culturale. Ha un’impostazione fascista», dice Davide Ferraresi di “Possibile”. «Il timore per me più grave è l’indifferenza che si sta diffondendo, non solo in Italia», sottolinea Valeria.
Carlo Gregori
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