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TRE ANNI DI INDAGINI

Usate le analisi genetiche ma l’allevamento si “scherma”

Usate le analisi genetiche ma l’allevamento si “scherma”

SERRAMAZZONI. Gli animali sequestrati nell’operazione “Ave Lupo” sono stati tutti affidati ai proprietari «curando il massimo rispetto per il loro benessere, essendo stati acquistati da cuccioli e...

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SERRAMAZZONI. Gli animali sequestrati nell’operazione “Ave Lupo” sono stati tutti affidati ai proprietari «curando il massimo rispetto per il loro benessere, essendo stati acquistati da cuccioli e legati ormai agli attuali detentori da un forte legame di affezione».

Insomma, l’intenzione della magistratura è di interrompere che venissero sviluppate generazioni di cani lupo cecoslovacchi imbastarditi con i lupi, ma non di colpire le centinaia di famiglie che ormai da anni - parliamo di cani che hanno anche dieci anni - vivono con questi esemplari, comunque bellissimi.

All’allevamento di Serramazzoni, che si è affidato ad uno studio legale e che dopo i sequestri va incontro ad una richiesta di rinvio a giudizio, suffragata da una mole esorbitante di investigazioni scientifiche, non hanno voluto parlare con la Gazzetta. Anzi, il sito internet che pubblicizzava l’allevamento, che si trova in un posto panoramico ma riservato tra il capoluogo Serra e San Dalmazio, è stato oscurato. Ora può accedere solo chi è gradito ai proprietari.

L’indagine era iniziata nel 2013, dopo una complessa attività di intelligence nel settore della cinofilia, con il sequestro di 42 ibridi di lupo (anche a Serramazzoni) cui seguì l'incriminazione di 9 soggetti per i reati di falso ideologico, importazione e detenzione illegale di specie tutelata dalla Ctes, con 2 condanne definitive, sottolinea la Procura modenese.

La Procura in una nota diffusa ieri a proposito di Serramazzoni parla di «generazioni di cani ibridati si sono diffuse in tutta Italia e all’estero, contaminando geneticamente tutta la filiera della razza canina Cane Lupo Cecoslovacco». Nell’inchiesta sono state utilizzate tecniche di identificazione genetica approntate dall'Ispra (ex Istituto Nazionale Fauna Selvatica), con collaborazione dell'Enci, veterinari e zoologi e personale specializzato dei Carabinieri del ruolo forestale, esperti in materia Cites. In Italia è proibito l'accoppiamento di animali domestici con quelli selvatici ed è vietato detenere lupi fino alla quarta generazione in assenza delle prescritte autorizzazioni poiché considerati specie protetta dalla Cites.

In attesa degli sviluppi dell’inchiesta, non sono escluse anche ulteriori misure interdittive dell'Enci e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che detiene i registri ufficiali Enci. (ase)

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