«Farò denuncia, era già successo»
«È il secondo episodio analogo, stavolta non lascerò correre»
Una vicenda che purtroppo non ha coinvolto solo il giovane Abi Zar ma anche altri ragazzi, sempre con un “colore” di pelle diversa che a quanto pare nel 2017 sembra essere ancora un ostacolo per molte persone. La vicenda raccontata sul social network Facebook nel profilo privato di Abi ha incoraggiato anche altri giovani a farsi avanti e a raccontare la loro esperienza, simile a quella del giovane cavezzese. Altri ragazzi hanno lasciato la loro testimonianza sulla pagina facebook dell’agenzia Mo.Ma e nei commenti al post del ragazzo di Cavezzi tra cui un giovane di origine ghanese, ma da sempre residente a Modena che denuncia lo stesso trattamento di Abi.
«Ci hanno fatto entrare da un’altra parte, da un’altra entrata, “dividendoci” dagli altri ragazzi. Io ero con un gruppo di amici e la cosa mi ha lasciato incredulo, anche la sera della Befana ho avuto delle discriminazioni simili, non è accettabile nel 2017 essere trattati in questo modo».
Il giovane, già vittima di un’aggressione sempre a fini razziali qualche mese fa a Modena, è un cliente abituale del locale e non ha mai avuto problemi, anzi: «Vado spesso e non sono mai successi eventi simili a quelli capitati recentemente. Quest’anno però non è la prima serata a cui assisto a queste discriminazioni, sono fatti che non vanno assolutamente lasciati perdere ma affrontati».
Un locale che il giovane ha sempre frequentato con piacere e che non avrebbe mai voluto assistere a certi fatti, proprio lì, dove abitualmente ama incontrarsi con gli amici e che mai avrebbe pensato potesse essere il luogo di tali discriminazioni, in riferimento all’agenzia.
«Io vivo qui da sempre, ho amici e la mi vita è sempre stata a Modena. Mi dispiace molto vedere e assistere in prima persona a queste situazioni perché non te lo aspetteresti mai, soprattutto da un posto che frequenti da tempo».
Una situazione in costante evoluzione e che non si arresterà: «Prenderemo provvedimenti e spero che altre persone, perché non eravamo soli ma ci sono stati altri ragazzi a cui è stato riservato lo stesso trattamento, prendano coraggio. Non sono fatti da tralasciare e sottovalutare». Ragazzi integrati e da sempre cittadini modenesi che adesso affronteranno la delicata vicenda insieme, denunciando tutto alle forze dell’ordine.
Serena Fregni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google