Carpi. Vandali scatenati in centro Una notte di devastazione
Distrutti i cestini e la cabina telefonica alle spalle del teatro comunale I rifiuti sparsi anche davanti al museo del Deportato, corso Fassi e via Fanti
CARPI. Raid vandalico in diverse strade del centro storico nella notte tra sabato e domenica. Ad agire potrebbe essere stata la stessa banda, visto che i danneggiamenti sembrano eseguiti quasi con una “firma”, un segnale distintivo che accomuna i vari gesti attuati in diversi punti del cuore di Carpi. Il giardino dietro al teatro, di cui negli ultimi anni si parla spesso perché al centro di un importante progetto di riqualificazione pensato dalla Giunta, è stato il luogo maggiormente preso di mira durante la scorribanda dei vandali, che si sono scatenati su vari arredi. Alcuni cestini, nelle zone più interne al giardino sono stati spaccati e il pattume sparso un po’ ovunque.
Dopo avere sventrato i contenitori, infatti, i vandali hanno preso e sparso in giro i rifiuti, abbandonandoli anche in luoghi simbolo della città, come il Museo monumento al deportato, che si trova di fronte al giardino, accanto al teatro. Non appagati dai danni commessi, i vandali si sono poi diretti verso la cabina telefonica pubblica, distruggendola. Un pezzo dell’impianto è stato ritrovato pochi metri più in là e le apparecchiature collegate al telefono sono state tutte manomesse.
Come testimonia un residente, nella notte fra sabato e domenica si sono sentiti due boati ben distinti che coincidono con la devastazione del cestino e della cabina telefonica.
«Un gesto pericoloso, oltre che intollerabile dal punto di vista del decoro - puntualizza il cittadino - Se qualcuno fosse passato di lì avrebbe potuto farsi male».
Non è andata meglio in alcune strade vicine: come corso Manfredo Fanti e via Guido Fassi. Anche qui sono stati segnalati numerosi danneggiamenti in particolare contro i cestini, aperti e svuotati del contenuto, disseminato in giro. Le forze dell’ordine sono già al lavoro per cercare di individuare i colpevoli. Si cercherà di utilizzare tutti i mezzi possibili per dare un’identità al gruppo che si è accanito nel cuore della città, magari sfruttando le telecamere di sicurezza. «A chi ha fatto scoppiare il bidone e la cabina telefonica - dice il sindaco Bellelli - vorrei dire tante cose, ma mi limito e ne dico una sola: distruggere un bene pubblico non è una ragazzata, ma un reato. Guardaremo i filmati delle telecamere della zona, nella speranza di individuare i responsabili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
