Gazzetta di Modena

Modena

Consulente per le aziende: «Così risolvo problemi»

Consulente per le aziende: «Così risolvo problemi»

La storia di Simonetta Pugnaghi, che si è messa in proprio e gira l’Italia «Il problema più grosso è culturale: per dirigere le persone serve preparazione»

3 MINUTI DI LETTURA





Si chiama “Io lavoro”, ed è la nuova iniziativa dei giornali locali del Gruppo Espresso che da ieri è partita anche a Modena. Siete voi che vi raccontate, voi che raccontate il vostro lavoro e noi che vi raggiungiamo in ufficio o nella vostra azienda, nel vostro laboratorio, per una diretta su Facebook che racconta ciò che fate tutti i giorni tra soddisfazioni e difficoltà.

La prima a scriverci è stata Simonetta Pugnaghi, modenese di 52 anni che gira l’Italia come consulente nell’ambito delle risorse umane. Una professionista che da 30 anni cerca di risolvere i problemi all’interno delle aziende: «E pensare che volevo fare la traduttrice di romanzi», racconta sorridendo.

E poi? «E poi mi hanno chiesto di entrare a far parte di una grande azienda occupandomi del personale. La relazione con le persone è la cosa che più mi piace e da lì ho proseguito». In effetti il suo studio, che è casa sua con l’inseparabile pc, è colmo di libri. Riposto Dickens, oggi la libreria è fatta anche di volumi per studiare e approfondire ciò che tutti i giorni si trova a dirimere in azienda: «La mia giornata non è mai ripetitiva. Cambio sempre sede, vado dove mi chiamano. E quando entro in azienda ho sempre persone diverse davanti. Basta un’aula con tante facce e si parte».

Quando si lavora in proprio si sa quando si parte ma non si sa quando si finisce: «Dieci ore al giorno, come tanti altri, ma è chiaro che quello che fai ti deve piacere se vuoi un po’ di soddisfazione».

Appunto, quando arriva questa soddisfazione? «Quando vedi le persone che stanno bene nel loro posto di lavoro. Significa che a qualcosa è servito, che qualcosa del mio lavoro è rimasto».

L’attività di consulenza sulle risorse umane è comunque molto varia: «Significa andare in un’azienda e lavorare sulla base delle esigenze che ri vengono poste. Spesso i progetti riguardano o la sua organizzazione, che magari è cambiata o deve cambiare. Oppure un obiettivo da raggiungere: cambio di ruoli, sviluppi e novità, problemi da risolvere».

Parlando coi dipendenti delle aziende si capisce bene quali siano i problemi di oggi nel mondo del lavoro: «Ce ne sono diversi. Il primo è che chi dirige oggi, e sta al vertice, e spesso anche chi sta in mezzo, ha una scarsa preparazione per dirigere le persone. E oggi i dipendenti sono molto più difficili da motivare. La classe dirigente è poco preparata per questa sfida. E questo è un problema da colmare per il bene di tutti. Oggi il lavoro è molto più instabile e più conflittuale, c’è molta più demotivazione. Ai giovani consiglio di fare una formazione molto tecnica oppure, per chi ha una predisposizione più creativa, di studiare e dare fiato al suo spirito di iniziativa e progettare». (d.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google