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«Crolli in ateneo, e la sicurezza? Gli studenti aspettano risposte»

«Crolli in ateneo, e la sicurezza? Gli studenti aspettano risposte»

Disagi e lamentele per i guasti che stanno colpendo i locali dell'università, a partire dal nuovo complesso inaugurato meno di un anno e mezzo fa in via Campi dal ministro Poletti, sede della facoltà...

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Disagi e lamentele per i guasti che stanno colpendo i locali dell'università, a partire dal nuovo complesso inaugurato meno di un anno e mezzo fa in via Campi dal ministro Poletti, sede della facoltà di Chimica.

Qui ha ceduto una struttura che attraversa primo e secondo piano, e che ha rotto il controsoffitto il 9 gennaio.

«Chiediamo all'ateneo di ascoltarci - dicono gli studenti - di impegnarsi a garantire che tutti gli iscritti all’università possano frequentare le lezioni e studiare senza dover temere per la propria incolumità»

In un documento diffuso ieri da Cgil di Modena e sottoscritto da Leonardo Peruzzi, coordinatore di Unione Universitaria, e Paride Acierno, presidente dell'associazione di studenti reggiani Dismi Crew. Entrambi incalzano il rettore Andrisano.

«È nostra intenzione - scrivono - interrogare rettore e ateneo sulle responsabilità dei problemi di una struttura che, da poco inaugurata, presenta problemi che rappresentano una minaccia reale per la salute degli studenti. Crediamo sia doveroso che l'ateneo ci ascolti e che dia più sicurezze e garanzie agli studenti».

In questo ambito, i ragazzi di Dismi Crew segnalano su Facebook: «Quanto accaduto il 9 gennaio nel dipartimento di Chimica pone l'ateneo, nella figura del rettore, inevitabilmente davanti ad una domanda che deve trovare risposta nell'immediato. Possono le strutture attuali garantire la sicurezza minima e necessaria?»

«Del resto - continuano gli studenti reggiani - noi già da tempo denunciamo situazioni di potenziale pericolo e di disagio nel nostro campus San Lazzaro, gioiellino sia del Comune di Reggio Emilia che del nostro ateneo».

«La nostra però non sarà una lamentela sterile insistono - Con i nostri rappresentanti nei vari organi cercheremo di far valere per quel che conta i diritti sacrosanti dei fruitori delle strutture».

Concludono allora Peruzzi e Acierno, aprendo ai vertici universitari: «Riteniamo sia doveroso riuscire a pensare a come fornire servizi e strutture per la didattica a una comunità studentesca che a Modena così come a Reggio Emilia cresce costantemente a dispetto del dato nazionale. Siamo assolutamente disponibili a confrontarci con le istituzioni accademiche sull'edilizia universitaria e gli spazi dell'ateneo attraverso la rappresentanza e i suoi strumenti».

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