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il caso

Disabile: «Mi hanno tolto il pass, come faccio?»

di Gabriele Farina
Disabile: «Mi hanno tolto il pass, come faccio?»

Protesta per la decisione della commissione medica che non gli ha rinnovato il permesso

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Invalido al 67%, sette interventi alla schiena, ma il pass per disabili non arriva: è la denuncia di un cittadino modenese.

Fino all’11 settembre 2016 ha potuto mettere sul cruscotto della sua vettura il contrassegno blu con la carrozzina. In previsione di quella data s’è presentato di nuovo agli sportelli della Commissione medica dell’Ausl di Baggiovara per il rinnovo.

«La prima volta mi è stata negata la visita - ha denunciato il modenese, un uomo di mezza età - mentre la seconda volta mi hanno detto di no per il contrassegno».

Chi ne ha diritto? Sul sito dell’Automobile Club Italia sono contenute tutte le indicazioni, previste da un apposito decreto del presidente della Repubblica. Nell’elenco “le persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta”. Inoltre, per meno di cinque anni può essere rilasciato a “persone con temporanea riduzione della capacità di deambulazione a causa di infortunio o per altre cause patologiche”.

Ad almeno una delle due categorie ritiene di appartenere l’intervistato, che ha presentato un’accurata documentazione. Vi sono gli interventi chirurgici alla schiena a cui s’è dovuto sottoporre dal 2007 al 2015. Compaiono due certificati di altrettanti medici nei quali si dimostra l’effettiva capacità ridotta di movimento. In uno di essi c’è scritto che i percorsi senza sosta “non possono andare oltre i 150 metri” in quanto “l’attività deambulatoria è seriamente compromessa”.

Nonostante ciò, il 9 novembre scorso il giudizio dei tre medici della commissione è stato diverso. “Non possiede capacità di deambulazione ridotta” è la casella che è stata barrata dai dottori, i quali hanno così negato la richiesta. «Una delle tre mi ha fatto vedere il simbolo - ha ripreso l’uomo, mostrando il simbolo della sedia a rotelle - dicendo che esso vale soltanto per le persone sulla carrozzina. Eppure, vedo tante persone che non sono sulla carrozzina e lo utilizzano. Io faccio un po’ di strada e poi sono costretto a fermarmi. Non lo voglia a vita per parcheggiare sotto casa mia perché ho il garage. Mi serve quando devo fare le visite mediche».

I problemi che lo riguardano non hanno fatto di lui una vittima.

«Lavoro come disabile in un’azienda metalmeccanica - ha raccontato - e alterno fasi in piedi ad altre in cui sto seduto. Mi chiedo se sia possibile che i medici facciano favoritismi».

Intanto, le visite mediche continuano e continueranno. La settimana scorsa s’è rivolto a uno studio parmense. In una struttura di Pisa è registrato dal 29 giugno scorso “con priorità elevata”.

Due le alternative al momento: l’utilizzo di uno stimolatore midollare o un intervento chirurgico: sarebbe l’ottavo. «Uso anche il busto - ha aggiunto il cittadino - e il bastone quando faccio fatica. Non voglio il pass a vita, ma soltanto fin quando mi serve».

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