Gazzetta di Modena

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Il centro commerciale 5.9 chiude i battenti

di Serena Arbizzi
Il centro commerciale 5.9 chiude i battenti

Cavezzo, i container verranno donati ad Accumoli. Amarezza dei negozianti: «Investimento sfumato»

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CAVEZZO. L’ultimo container, occupato dal bar Camera Cafè, ha sgomberato la settimana scorsa, segnando la fine di un’epoca : il centro commerciale 5.9, nato grazie allo spirito d’intraprendenza di alcuni commercianti riusciti a rimettersi in gioco, riaprendo la propria attività i seguito al sisma, chiude i battenti. E le persone coinvolte non nascondono la propria grande amarezza.

«Avremmo potuto rimanere di più – afferma Manuela Zavatti, titolare di Manu taglie forti, che si sposterà a San Prospero –. Chiudiamo un anno prima del previsto con un danno economico importante: avremmo potuto ammortizzare gli oltre 500mila euro spesi, ma in primavera inizieranno i lavori di rifacimento della piazza vicina ai container. Interventi che, inevitabilmente, avrebbero penalizzato gli affari. E non ci resta che andarcene prima della fine dello stato di calamità nel 2018. I nostri container dovrebbero essere donati, se l’operazione andrà in porto, ad Accumoli. Lo smantellamento sarà sostenute dalla onlus Tutti uniti per Rovereto e Sant’Antonio, il cui vice presidente Venanzio Malavolta è una persona meravigliosa. Se qualcuno volesse contribuire con ulteriori donazioni sarebbero ben accette».

Altrettanto scontento è Francesco De Noia, titolare della pizzeria Portici c al primo piano del 5.9. «Non è più possibile riaprire all’interno del complesso I glicini, dov’eravamo prima – afferma De Noia –. Dopo anni e un investimento di 80mila euro rimaniamo con un pugno di mosche». Roberta Fattori, di T Riciclo atelier continuerà ad esercitare la propria attività ma in forma di libera professionista. «Avrò molta nostalgia di questo luogo perché i rapporti erano diventati simili a quelli di una famiglia» conferma Roberta. Hanno fatto un brindisi d’addio al bar Camera Cafè, che si sposterà in via Verdi, Daniele Barbieri insieme a Chiara Pagani e Barbara Govoni. «Siamo gli ultimi ad andarcene – dicono i dipendenti – questo posto ci mancherà».

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