Profughi, tornano le polemiche
La Lega attacca dopo la rissa ma i volontari replicano: «Non conoscono la realtà»
ZOCCA. Non si placa, a Zocca, la polemica dopo l'episodio di alcuni giorni fa, quando due richiedenti asilo presenti sul territorio comunale, nel corso di un litigio, sono venuti alle mani e si sono feriti con un coltello. Prognusi di dieci giorni per il ferito e controlli al Pronto Soccorso di Vignola. Immediata la presa di posizione della coop Caleidos che ha deciso di espellere i due nigeriani dal progetto, dopo averli segnalati al prefetto. L'episodio ha però messo in luce nuovi dubbi sull'accoglienza nel modenese. E, dopo il consigliere provinciale Roberto Benatti, arriva ora la presa di posizione della Lega Nord, con il consigliere comunale Alessandro Baccolini e quello regionale Stefano Bargi. «Il fatto è di una gravità inaudita - spiegano Baccolini e Bargi - e dimostra una volta di più, se ce ne fosse bisogno, che il progetto di integrazione messo in piedi a Zocca, in tutto il modenese e ovunque dalla sinistra è fallito». «Per anni hanno riempito gli italiani di sciocchezze, sull’integrazione, sulla necessità di ospitare queste persone che, come sappiamo bene, in una percentuale irrisoria hanno diritto d’asilo, perché per la maggior parte non fuggono da alcuna guerra. Ovunque ci siano questi progetti di persone a spasso, senza un lavoro e una meta, si alimentano tensioni sociali, come a Zocca. Dove un 20enne straniero è stato accoltellato da un connazionale, e questo la dice lunga sul livello che si è raggiunto». «I cittadini di Zocca sono preoccupati – continuano i due esponenti del Carroccio – perché questi episodi di inaudita violenza sono destinati a ripetersi, se non ci si deciderà presto a cambiare rotta rispetto a questo scellerato modello dell'accoglienza indiscriminata». Se dalla Caleidos per ora nessuno vuole commentare, è molta l'amarezza tra i richiedenti asilo e i volontari zocchesi impegnati nell'accoglienza, per un episodio che rischia di macchiare i passi importanti compiuti fino a questo momento. «La maggioranza dei profughi zocchesi - spiegano alcuni volontari - è impegnata da mesi in corsi di italiano e la scorsa estate ha aiutato la Pro Loco e diverse associazioni. C'è chi ha fatto un corso da elettricista, chi si allena con la squadra di calcio locale e un ragazzo, con la passione per la sartoria, ha partecipato a laboratori con gli anziani e con i ragazzi delle scuole». Buone pratiche di integrazione che, purtroppo, non sono state accolte dalla totalità dei profughi, provocando già in passato spaccature tra i richiedenti asilo. E, forse non casualmente, i due ragazzi coinvolti nella lite sono proprio tra quelli più indifferenti alle attività di accoglienza messe in campo nei mesi scorsi. «L'episodio - continuano i volontari - è grave e da condannare. Ma chi parla di situazione fuori controllo e di fallimento non conosce la realtà dei fatti e fa un torto ai risultati raggiunti e all'impegno profuso da tante persone in questi mesi».
Federico Covili
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