Gazzetta di Modena

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Cavezzo, ragazzi discriminati: aperta un’inchiesta

di Francesco Dondi
Cavezzo, ragazzi discriminati: aperta un’inchiesta

Sentiti dalla polizia il cavezzese Abi Zar e un altro giovane: «Dicono che quell’ingresso è solo per extracomunitari»

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CAVEZZO Hanno varcato insieme la porta della Questura di Modena, facendosi coraggio a vicenda. Abi e Jeffrey fino a qualche giorno fa non si conoscevano nemmeno, ma quello che continua ad essere un episodio di razzismo - non vi è stata alcuna spiegazione dell’agenzia del Mo.Ma sulla “regola” - li ha uniti. E davanti ai poliziotti hanno raccontato di quell’ingresso alternativo che la serata Mo.Ma alla discoteca Kyi riserva agli “stranieri extracomunitari”, come ha raccontato Jeffrey.

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IL RACCONTO Per oltre un’ora, singolarmente, hanno ricostruito ogni dettaglio e hanno fornito agli investigatori nomi di testimoni e dettagliati contribuiti che serviranno alle indagini. Oggi Abi Zar tornerà a Londra, dove vive, lavora e segue un master all’Università, “ma tornerò ogni volta ce ne sarà bisogno. Abbiamo intrapreso una strada coraggiosa, in nome dei diritto e se servirà a fare chiarezza sarò sempre a disposizione”. Intanto dal Mo.Ma non sono arrivate spiegazioni («Purtroppo - dice Abi - aspetto ancora di sapere qual è la regola che mi volevano far rispettare mentre mi invitavano ad entrare da un altro ingresso») e sui social, oltre a tanta solidarietà, sono arrivate anche le offese. «Dicono che voglio farmi pubblicità - accusa il 27enne di Cavezzo - Ma a cosa mi servirebbe qui in Italia? Vivo altrove. Quei messaggi sui social fanno male, non lo nego».

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Intanto Jeffrey ricostruisce un altro episodio analogo e svela la “regola” che altro non è che un ingresso riservato agli extracomunitari. E lo fa anche con un post sui social in cui vengono citati altri casi avvenuti al Kyi alle serate Mo.Ma.

«Ci è stato indicato di fare una fila, detta da uno della sicurezza “per stranieri extracomunitari”. Una fila nella quale bisognava pagare 25 euro senza consumazione per entrare invece dei soliti 12 euro con due drink. Rimasti esterrefatti abbiamo chiesto spiegazioni alla sicurezza e ci ha precisati che era la regola. A quel punto ho chiamato un mio conoscente/amico che lavora lì per avere delle delucidazioni, una precisazione che ha avuto come esito il nostro reintegro nella fila “normale”.

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È successo la stessa cosa ad un ragazzo che ha dovuto pagare il prezzo intero quando i suoi amici sono entrati normalmente. Non solo, a lui sono state poste le più sincere scuse, ma a noi no. Mi ritrovo a parlare di questo episodio perché siamo stati dichiarati come bugiardi e diffamatori in un post ufficiale del Mo.ma. E gli organizzatori hanno descritto il fatto (denunciato da Abi Zar, ndr) come se fosse tutto un gran malinteso. I malintesi capitano una sola volta. Questi sono i veri cambiamenti proposti dal Mo.ma per il nuovo anno. Spiegateci il perché la sicurezza ci ha detto quelle parole. Spiegateci il perché tutti quelli ho visto nella fila erano scuri di pelle. Chiarite la situazione invece di parlare del vostro operato inutilmente».

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