San Nicolò: lavori fermi Una petizione per riaprire
Il Comune attende il via libera al progetto da parte di Regione e Soprintendenza L’assessore Morelli: «Nel 2017 sarà aperto il cantiere e inizieranno gli interventi»
I lavori per il ripristino del tempio di San Nicolò sono fermi e alcuni fedeli stanno pensando di organizzare una petizione per chiedere che vengano riavviati gli interventi per mettere a posto sia il convento, sia la chiesa, seriamente danneggiate dopo il sisma.
La chiesa, unica sul territorio di proprietà del Comune, è stata messa in sicurezza in tempi veloci dopo che il 20 maggio del 2012 era rimasta pesantemente compromessa dalle scosse. Poi il progetto si è arenato e si attende con ansia l’inizio dei lavori. «Non credo che ci siano novità – fanno sapere dal tempio di San Nicolò –. Abbiamo provato a interpellare il Comune per sapere se ci sarebbero stati degli sviluppi. La situazione, ormai da quasi cinque anni, è la stessa. Da quando c’è stato il sisma, siamo costretti a celebrare le funzioni religiose nel salone parrocchiale a pochi metri dal tempio. La situazione è rimasta identica all’istante successivo alle scosse. Abbiamo atteso fino alla fine del 2016 per chiedere chiarimenti su eventuali novità, ma ci è stato detto che non ci sono sviluppi per il momento. Ci hanno garantito che, quando sarà approvato il progetto del convento serviranno otto mesi per portarlo a termine. Tuttavia, non si sa quando in realtà potrebbero terminare i lavori».
Il consigliere di Forza Italia Roberto Benatti presenterà un’interpellanza in cui chiederà al Comune quando si ha intenzione di iniziare i lavori, di cui si era già parlato in passato in più occasioni. «Ho ricevuto numerose istanze da parte di fedeli che lamentano la chiusura prolungata del luogo di culto: nel 2017, in maggio saranno passati cinque anni – spiega Benatti –. Per questo chiederò all’amministrazione a quale punto siano il progetto per il convento e i lavori per portare a termine il tempio».
Il vicesindaco e assessore alla cultura Simone Morelli spiega che «l’iter burocratico degli ultimi anni è stato piuttosto impervio relativamente a San Nicolò. Abbiamo sottoposto alla Soprintendenza e agli altri enti preposti un progetto che crediamo innovativo. Crediamo che entro la primavera raggiungeremo un buon punto. La lentezza burocratica non è dovuta soltanto alle decisioni prese dalla Soprintendenza, ma anche alla presenza di tantissimi altri progetti legati ad altri terremoti. Fenomeni che rallenta no l’iter. Anche per quanto riguarda il Torrione stiamo aspettando il via libera della Soprintendenza».
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