Fanano, all’Antico Forno Cimone c’è il pane della solidarietà
Fanano. Ogni sera dopo la chiusura verrà lasciata una cesta per i bisognosi «È un peccato buttarlo, è invece bello pensare che possa aiutare gli indigenti»
FANANO. Il pane che avanza dato ai bisognosi. È la bella iniziativa lanciata dall’Antico Forno Cimone, storico panificio di Fanano situato nella centralissima via Pedrocchi, al numero 2. Da ieri sera, ciò che non si è venduto in giornata viene lasciato su un tavolino davanti all’ingresso a disposizione di chi si trova in necessità e non può andare tutti i giorni a comprarlo, ma magari si vergogna a chiedere aiuto.
«Era un po’ di tempo che ci pensavamo - spiega Bianca Pellati, che gestisce l’attività assieme al fratello Tiziano, titolare - ne abbiamo parlato anche domenica con mio fratello vedendo su Facebook un’iniziativa di questo tipo lanciata da un forno trevisano, “Il Pane di Giulia”. “Dai, partiamo anche noi con questa cosa?” ho detto a Tiziano. E lui: “Ma sì, dai, è bella: proviamo”. E così lunedì, nel nostro giorno di chiusura, ho preparato il cartello da mettere sulla porta».
Semplice e chiaro il messaggio del Forno Cimone: «Volevo comunicare a tutti i miei clienti e non – si legge – che dal 17 gennaio dopo la chiusura serale metterò fuori dal negozio un cesto col pane avanzato durante la giornata, in modo che se qualcuno ne avesse bisogno, lo possa prendere. Sperando di essere d’aiuto a qualcuno che, per vari motivi, non se la passa tanto bene». Un passaggio anonimo dal tavolo (coperto dalle intemperie grazie alla rientranza dell’ingresso) per prendere un sacchettino quando è buio e magari non c’è tanta gente in giro, così da portare un po’ d’aiuto a casa in un periodo difficile. Sicuramente a Fanano non saranno in tanti come in una città, però magari ci sono immigrati, pensionati o chiunque altro che raccoglierebbe volentieri l’offerta. Tentare non costa nulla: il pane sarà a disposizione sempre nei prossimi giorni (a parte le chiusure) a seconda di quello che rimarrà in negozio, poi si vedrà se continuare. «Certo, sappiamo che ci può essere qualche furbetto che ne approfitta - nota Bianca - ma poi alla fine 3 o 5 chili di pane venduto in meno per noi non fa la differenza. Io penso però che sarà il senso morale ad avere la meglio: sentiamo tutti che è un peccato buttare via il cibo, ed è invece bello pensare che possa andare a qualcuno». Convinzione di tutto lo staff del forno, vero e proprio pezzo di storia fananese risalente all’Ottocento, portato avanti dagli anni Ottanta da Tiziano e Bianca raccogliendo il testimone dei genitori. E l'auspicio è quello di “contagiare” con l’idea altri angoli di paese: «Ci piacerebbe che anche altre attività a fine giornata mettessero a disposizione ciò che avanza – sottolinea Bianca – anche se siamo un paese piccolo sarebbe bello iniziare a gestire gli alimenti in modo diverso, organizzando magari anche una rete di raccolta. Oggi si buttano via tante cose per noncuranza, ma se ci fosse la possibilità di metterle a disposizione degli altri penso che in tanti lo farebbero volentieri».
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