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«Modena, il gelo non deve essere l’alibi per le speculazioni»

«Modena, il gelo non deve essere l’alibi per le speculazioni»

Mariani: «Aumenti fino al 300% che non hanno giustificazioni nè per i trasporti nè per i consumi di energia: le autorità controllino i meccanismi di mercato»

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MODENA.  I prezzi di tanti prodotti ortofrutticoli volano a livelli impensabili con la motivazione dei danni determinati dal gelo alle coltivazioni e Fiesa Confesercenti lancia l’allarme: «Le condizioni meteo e le difficoltà logistiche non possono essere un alibi per speculazioni». Per questo l’associazione degli esercenti sollecita controlli che impediscano il fenomeno.

«L'incremento del costo dei prodotti ortofrutticoli e la loro difficile reperibilità sui mercati - dice Daniele Mariani, presidente di Fiesa Confesercenti Modena e di Assofrutterie nazionale - se da un lato sono condizionati dal clima avverso e quindi dalle problematiche legate alle difficoltà di trasporto, dall'altro si prestano a fare da alibi a speculazioni di vario genere. Situazione poco chiara, che penalizza consumatori e commercianti su cui chiediamo al Governo di vigilare».

«Da alcuni giorni - prosegue Mariani - si notano tensioni di tipo speculativo. Tanti prodotti mostrano aumenti anche del 2-300%, giustificabili però in nessun modo: né dal maggior consumo di energia per riscaldare le serre, né dai trasporti difficoltosi. Dato che sono significativamente aumentati anche i prodotti di località non interessate dalle cattive condizioni meteorologiche. È evidente che, lungo la filiera, sono in azione elementi di speculazione che ricadono poi sugli acquisti. E a farne le spese sono il consumatore e la distribuzione al minuto che si vede scaricare gli aumenti e che comunque deve diminuire la marginalità per poter mantenersi competitiva».

«Chiediamo alle autorità di vigilare - aggiunge Mariani - e allertare i sistemi di monitoraggio e verifica dei meccanismi di mercato. Perché se è vero che questo accade quando la merce è carente, ragione per cui le importazioni servono al mercato per calmierare i prezzi, è anche vero che ci sono anomalie sulle quali le autorità debbono vigilare».

L'impennata di questi giorni di freddo segue un anno di deflazione che ha tagliato i consumi a tavola. I prezzi all'origine degli ortaggi nella seconda settimana di gennaio mostrano aumenti medi del 113% rispetto alla stessa settimana dell'anno passato, e aumenti del 30% rispetto alla settimana precedente. Cipolle e patate i beni in discesa. La frutta con gli agrumi segna un incremento dei prezzi all'origine sull'anno precedente di circa il 20% (seconda settimana di gennaio).

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