«Le gabbie vengono chiuse con la piena»
Aipo replica alla Piccinini preoccupata per le trappole nelle tane scavate lungo i fiumi
«Aipo chiude tempestivamente le gabbie in caso di piene». È la garanzia offerta a Sabina Piccinini dalla stessa Agenzia interregionale per il fiume Po. La consigliera nota per il suo impegno ambientale a livello provinciale aveva segnalato all’ente la presenza di tane già il 26 novembre scorso. «Secondo quanto riferito da residenti della zona - ha affermato Piccinini dopo un sopralluogo di sette giorni prima nella zona di Finale - le tane, segnalate da appositi paletti posti sulla sommità dell’argine stesso, sarebbero presenti da tempo». Il documento si concludeva con la richiesta di «necessari interventi per garantire la sicurezza dell’argine». Interventi che Aipo sta già compiendo, secondo quanto garantito da Ivano Galvani, dirigente dell’Area Po Emilia-Romagna. Come? «In corrispondenza di alcune tane che vengono scavate ripetutamente nel tempo dagli animali - ha spiegato l’ingegnere - vengono posizionate delle gabbie per l’attuazione del suddetto piano di limitazione numerica. Le stesse vengono pertanto mantenute aperte, in maniera controllata, al fine di consentire l’allontanamento degli animali che le popolano. È ovvio che in caso di eventi di piena questa Agenzia provvede alla tempestiva chiusura delle stesse». Un’affermazione accompagnata dall’assicurazione che le tane «siano oggetto d’interventi di riparazione mediante chiusura». La risposta è stata giudicata «davvero poco rassicurante» dalla stessa Piccinini. «Gli animali sono più intelligenti dell’homo sapiens?», ha chiesto la consigliera. «Ci prova Aipo a catturarli - ha concesso la scrivente - posizionando gabbie in corrispondenza delle tane; l’istinto animale però sembra prevalere sui “piani di limitazione numerica”. Perché, nonostante il posizionamento delle gabbie, nuove tane vengono scavate “ripetutamente nel tempo”? Forse le gabbie non sono adeguate alla cattura di istrici, tassi e volpi? Oppure, gli esemplari catturati sono solo una minima parte rispetto a quelli che circolano liberamente lungo il fiume? Propendiamo per la seconda ipotesi, ma sarebbe interessante conoscere anche la versione di Aipo: nella lettera di spiegazioni non ce ne sono. C’è in compenso un impegno non da poco da parte dell’Agenzia. In caso di piena, tutte le tane verranno tempestivamente chiuse. Che coraggio! Mentre l’acqua avanza, i “nostri eroi” chiuderanno tutte le tane che s’insinuano negli argini per chilometri e chilometri?». Inevitabile pensare alla rottura dell’argine del Secchia costata l’alluvione il 19 gennaio di tre anni fa. Galvani ha informato di «monitoraggio e controllo». Piccinini ha però rilanciato: «abbiamo dato la colpa agli animali selvatici? Adesso gestiamoceli».
Gabriele Farina
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