Tanti i lividi sul corpo: «Autopsia complessa»
Il procuratore capo annuncia la sospensione temporanea di ogni informazione in attesa che la Medicina Legale dia una indicazione sulle cause della morte
Caso del bimbo di 4 anni morto in casa: la Procura annuncia un periodo “in trincea” data la complessità e difficoltà del caso ora oggetto di esami autoptici. Silenzio stampa, quindi, per ottenere risultati di peso come per il “caso Tondi”, il cardiologo colpito la volto con soda caustica: i carabinieri di Modena continueranno a indagare mentre il pm Luca Guerzoni, titolare dell’inchiesta, attende i primi esiti dell’autopsia. «È una vicenda complessa - ha detto telegraficamente la Musti - e anche la perizia si prospetta lunga e difficile. Anche per l’esito preliminare serve un lungo lavoro».
In effetti nulla trapela dalla Medicina legale dopo che il professor Enrico Silingardi ha dato il via all’autopsia già lunedì pomeriggio. Un accertamento insolitamente lungo, durato tutta la giornata e che ieri mattina è stato affrontato per iniziare a valutare gli esiti dell’autopsia e iniziare una ricostruzione più generale delle cause che hanno portato alla morte del piccolo C. sabato sera in casa sua, in via Carlo Sigonio.
La complessità di questo caso nasce proprio da due ipotesi contrastanti sulla causa del decesso. La prima potrebbe essere riconducibile a un malore, a una malattia o un morbo che hanno stroncato il bambino. La madre ha spiegato infatti che C. stava male. Aveva rimesso il pasto il giorno prima. Da quattro giorni aveva anche un’occlusione intestinale. Questa spiegazione però non chiarisce i numerosi segni gialli e bluastri di ematomi ed ecchimosi sulle gambe, le braccia e in altre parti del corpo.
Qui subentra la seconda ipotesi: la madre potrebbe averlo picchiato. Lei stessa ha ammesso di averlo sculacciato ma nulla di più. Le ecchimosi potrebbero essere precedenti di giorni? Oppure il malore che ha poi stroncato C. è collegato a percosse? Come si nota, in questo caso ci si addentra in un groviglio di ricostruzioni per ora solo iniziali. Se il bimbo ha sofferto di gravi maltrattamenti con botte, lo stabiliranno le indagini dei carabinieri che hanno anche ascoltato il padre del piccolo, un moldavo che sta arrivando in Italia in queste ore.
Resta il fatto che la Procura, proprio come atto dovuto, ha inviato un avviso di garanzia alla madre per l’ipotesi di omicidio preterintenzionale: in altre parole, lo scenario più grave è che lo abbia picchiato al punto di provocare la sua morte senza averne la volontà. L’inchiesta prende le mosse da questa possibilità estrema ma potrebbe anche concludersi con la constatazione che C. è morto per cause naturali.
Al vaglio degli investigatori c’è soprattutto la ricostruzione fatta dalla madre. Che ha ripetuto: «Non potevo fargli del male: era la mia vita».
La donna aveva spiegato al medico e al personale del 118 arrivato in extremis nel monolocale di via Sigonio che il figlio stava malissimo e che lei aveva solo cercato di fare qualcosa: gli ha bagnato il viso con acqua fredda e poi ha anche tentato la respirazione bocca-a-bocca. Tuttavia, quelle escoriazioni ed ecchimosi non quadrano. Anzi, per ora non hanno proprio una spiegazione plausibile.
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