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«Aimag ce la farà da sola» Presentato il referendum

di Serena Arbizzi
«Aimag ce la farà da sola» Presentato il referendum

Il comitato Acqua pubblica in campo per ribadire il no all’incorporazione in Hera L’esperto Fantuzzi: «L’unica economia di scala del colosso è stata sul personale»

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«Aimag può farcela da sola, senza Hera. Il mantra espresso da alcuni sindaci secondo cui la multiutility ha bisogno di aggregarsi con un soggetto più grande in vista di gare come quella del gas non corrisponde a verità». Questo uno dei concetti espressi durante la serata dal titolo esplicito “Aimag non ha bisogno di Hera”, organizzata dal comitato “Acqua pubblica Carpi”, durante la quale gli esperti Roberto Fazioli e Francesco Fantuzzi hanno argomentato, in modi differenti, perché ad Aimag non convenga essere incorporata da Hera. Ipotesi sul piatto insieme a quella dell’accordo con la mantovana Tea per un’aggregazione tra le due società.

«Non è necessariamente che essere grandi significhi essere migliori, o più forti: nelle quattro grandi multiutility a livello nazionale Iren, Acea, A2a, Hera i dividendi degli azionisti risultano superiori agli utili - hanno dimostrato il reggiano Fantuzzi - esiste una maggiore tariffazione: basti pensare che per l’acqua si è registrato un aumento del 90% mentre in Europa è stato del 34%. Si sono, inoltre, riscontrati minori investimenti sulle reti e meno occupazione per i dipendenti. L’unica economia di scala è stata sui costi del personale».

Molti i presenti curiosi di sapere se per Aimag sarebbe possibile rientrare in possesso del 25% di azioni vendute a Hera. «Credo che non dovrebbe essere il Comune a ricomprare queste quote - ha risposto Fazioli -. I cittadini dovrebbero perseguire questo scopo istituendo un fondo d’investimento». Fazioli ha inoltre auspicato che non si usi la parola “pubblico” quando si parla di Hera, sottolineato che la gara del gas tanto temuta slitterà di almeno due anni. E ha aggiunto che gli amministratori locali hanno le mani legate sul tema. «Magari presi singolarmente potrebbero sostenere le ragioni del comitato - ha argomentato ancora Fazioli - però non possono farlo pubblicamente perché sarebbe come se un giocatore del Milan offendesse Berlusconi...». «Inoltre - ha aggiunto Roberto Galantini del comitato “Acqua pubblica” - qualora Aimag dovesse perdere la gara, di certo si sentirebbe il contraccolpo sul fatturato, ma, contemporaneamente, le verrebbe pagato l’affitto delle reti che non gestirebbe più. Lo stesso motivo, la gara del gas, è stato usato per vendere il 25% di Aimag a Hera nel 2008. Tengo a sottolineare, poi, che se Aimag ha bisogno di un partner, non ha difficoltà a trovarne un’ampia scelta: lo dimostra l’esito della manifestazione d’interesse». Alla serata hanno preso parte numerose forze di opposizione dei Comuni dove si estende il bacino di Aimag. La consigliera cavezzese Katia Motta ha evidenziato come «dovrebbe essere saltato il patto di sindacato il 12 gennaio scorso, per l’impossibilità di un accordo tra gli amministratori.

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