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Che fatica liberare le ex-Poste

Che fatica liberare le ex-Poste

Dopo un lungo braccio di ferro “Democrazia dal basso” esce, ma per il Comune non è stato gratuito

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Sono stati mesi di rapporti tesi quelli dello scorso anno tra l'associazione modenese "Democrazia dal basso" e l'amministrazione comunale. La prima, infatti, per lungo tempo non ha voluto lasciare liberi i locali delle ex Poste di via Nicolò Dell'Abate nonostante avesse vinto il bando un'altra associazione. E il Comune alla fine è stato "costretto" a cercare altri locali per questo suo affittuario "discolo" che ha causato anche una mancata entrata di 60mila euro per le casse pubbliche. Andiamo con ordine.

I PRECEDENTI. Questa vicenda, stando ai documenti comunali che fotografano passo passo la questione, inizia dopo il restauro da un milione di euro delle ex Poste, edificio di proprietà comunale situato lungo il binario 1 della stazione Fs. A seguito c'è stato un periodo nel 2015, dai risultati poco felici, legati a "Expo Modena" prima appunto di arrivare a "Democrazia Dal Basso".

LE DATE. Questa associazione che ha come rappresentante legale Alfredo Negri si era vista affidata la sede comunale nel periodo 21 gennaio 2016 - 20 marzo 2016 "in via temporanea come recitano gli atti pubblici. In seguito "Democrazia" ottiene la proroga dell'uso degli spazio fino al 31 luglio 2016 con l'obbligo di di "Rilasciare i locali affidati liberi da ogni attrezzatura, arredo o materiale e in buono stato di conservazione". A questo punto arrivano i problemi, visto che il Comune inizia, il 27 luglio, a chiedere all'associazione uscente quando e come intende lasciare le ex Poste. Ma, stando agli atti comunali, il presidente Negri non risponde e così per tutta l'estate fino al 21 settembre. A quel punto - siamo all'11 ottobre scorso - il Comune manda una "Diffida allo sgombero dei locali citati occupati senza titolo" e procede a emettere una ordinanza di sgombero. 30 NOVEMBRE 2016. Passano i giorni e il Comune riesce, in questa data, a fare entrare i soggetti vincitori del bando pubblico - l'associazione "Insoliti Eventi 2015" - anche se restano alcuni spazi occupati da Democrazia dal Basso. Ciò, spiega il Comune, avviene "In via d'urgenza, al fine di evitare danni conseguenti alla mancata disponibilità della struttura in ordine alle necessità di allestimento segnalate dall'aggiudicatario medesimo (Insoliti Eventi, ndr.). Il 30 novembre, dunque, avviene il trasloco dei beni e materiali di Democrazia dal Basso ancora presenti nel seminterrato delle ex Poste: ora sono presso un altro edificio pubblico, pur evidentemente senza averne diritto.

INSOLITI EVENTI. Formalmente i vincitori del bando entrano alle ex Poste il 21 dicembre scorso con il Comune che scrive che "La ritardata consegna dei locali complessivi ex Poste", oltre i tempi previsti dalla procedura e l'incertezza sui medesimi tempi di consegna, ha comportato la conseguente impossibilità di stipulare il relativo contratto di concessione entro i tempi indicati dalla normativa".

LE CONSEGUENZE. Il Comune spiega quindi che occorre procedere all'adeguamento del periodo di validità della nuova concessione "rideterminando" le date. Ora "Insoliti Eventi" ha diritto a restare nel locali fino al 31 marzo 2027 invece che il 31 dicembre 2026. Altra conseguenza della vicenda è che il Comune si trova costretto a una "Riduzione dell'accertamento di entrata pari ad 59.194 euro. Le associazioni citate sono molto note in città. Democrazia dal Basso si apre con una citazione del giudice Giovanni Falcone, nasce nel 2009 e si occupa di promozione sociale a favore di cittadini e consumatori. Insoliti Eventi attraverso varie cooperative si occupa di spettacolo e ha vinto il bando con il progetto "Abate Road 66".

Stefano Luppi

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