Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

La bambola assassina

di CRISTIANA MINELLI
La bambola assassina

Mamma, oggi la Sonia è venuta a scuola vestita da bambola assassina”. La mamma è una mia amica, la figlia frequenta la quarta elementare in una scuola della nostra città. Va...

2 MINUTI DI LETTURA





di CRISTIANA MINELLI

Mamma, oggi la Sonia è venuta a scuola vestita da bambola assassina”. La mamma è una mia amica, la figlia frequenta la quarta elementare in una scuola della nostra città. Va detto che la Sonia, comunque fosse vestita, avrebbe senz'altro fatto la felicità di Tim Burton e di tutti gli affezionati del lato oscuro, Dart Fener, Morgan e Dario Argento compresi. Va anche detto che la sua mise stuzzicherà la mia curiosità fino alla settima generazione a venire. Confesso che la immagino con il corvo nero di Edgar Allan Poe sulla spalla, il pastrano informe di Severus Piton e l'aria insalubre di un Mangiamorte. Ma questo esilarante spunto da vita scolastica del Terzo Millennio mi suggerisce alcuni interrogativi. Il côté gotico ci acchiappa da matti, ma siamo sicuri che permettere la libera espressione della personalità dei bambini, anche quando si tratta di vestirsi per andare a scuola, sia sempre una buona idea? E che il grembiule, con fiocco o senza, che abbiamo portato senza riportare traumi apparenti per generazioni e che oggi, con scandalo, si affaccia di nuovo sulla soglia delle aule, sia il demonio? Era già abbastanza grave quando il modello di riferimento erano i Manga, Candy Candy o le Bratz, per dire, ma oggi che per trastullo ci si spara dalla console di una play station, si guardano telefilm truci che grondano sangue di zombie o di vampiri, si postano selfie agghiaccianti di nudità under 12, possiamo davvero aspettarci di tutto. E non è detto che siamo preparati. La moda poi, non aiuta. Il cavallo dei pantaloni già da tempo corre verso un altrove che lascia interdetti, la cintura si è abbassata fino a scomparire, (spesso, tristemente), slogan improbabili irrompono giganteschi su t-shirt e giubbotti (“l'apertura mentale non è una frattura del cranio”, per esempio) e molti di noi, come ipnotizzati, cedono al trash, a volte senza speranza. Ecco. Gli antichi dicevano “in medio stat virtus”. Un faro nella notte, da seguire anche dopo le sette e mezza del mattino. Charles Bukowski, sufficientemente maledetto da poter essere associato al look da bambola assassina, diceva “La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”. Come dargli torto?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google