La Ferrari di Ickx per due: assoluzione per Masselli
L’imprenditore di Correggio è innocente: un commerciante viennese lo accusava di aver trattato con un altro cliente dopo aver accettato i soldi per il pezzo unico
Assolto Pier Angelo Masselli, l’imprenditore correggese ex titolare della Kerself, dall’accusa di truffa. Il giudice ritiene infatti che “il fatto non sussite”. Le accuse di un commerciante viennese di auto di lusso e d’epoca non hanno retto al vaglio delle prove e cadono tutte le insinuazioni sulla vicenda delle trattative e della vendita finale della rarissima Ferrai di Formula Uno 365 Gt4 Bb gialla che ha utilizzato come pole car il grande pilota jacky Icxk a Montecarlo nel 1975, conservata in un capannone a Carpi. Un pezzo da collezionisti del valore di 250mila euro che il viennese Peter Wiesner - al processo parte civile assistito dall’avvocato Roberto Chiossi - voleva ad ogni costo e anzi era sicuro di avere in mano dopo il pagamento di 143mila euro ma che poi è finito con una trattativa parallela, sconosciuta al primo, a un altro.
Grande soddisfazione per i due difensori di Masselli, gli avvocati Antonio Sarzi Amadé e Luca Sirotti, che hanno parato i colpi agguerriti dell’austriaco nel dimostrare la malafede di Masselli. «Finalmente si è ristabilita la verità - spiega Sarzi Amadè per conto del suo cliente dopo la lettura della sentenza - il giudice ha ritenuto inconsistenti e infondate tutte le accuse contro Masselli. La truffa non c’è mai stata. Vedremo nelle motivazioni la sua valutazione più accurata».
Delusione invece per il viennese Peter Wiesner che contava sul riconoscimento delle sue ragioni di truffato. L’avvocato Chiossi annuncia che leggerà le carte delle motivazioni e poi deciderà se ricorrere in appello.
La Procura aveva chiesto un anno di carcere, 50 euro di multa e pena sospesa.
La tesi di Wiesner: Masselli non solo non avrebbe consegnato la merce al termine di una lunga trattativa condotta telefonicamente quando si trovava a Montecarlo ma con i soldi già versati da lui Masselli avrebbe potuto concludere la trattativa segreta con un altro cliente. Lo ha saputo con un sms, senza tanti fronzoli. Come ha detto al giudice durante la sua testimonianza: «con quell’sms mi ha comunicato che quella Ferrari rarissima che mi doveva consegnare da tempo, già pagata, non era completamente originale. Ma era chiaro che non era vero: di nascosto, aveva già venduto quell’auto». Ma la difesa e lo stesso Masselli sostengono che il commerciante viennese era, al contrario, perfettamente a conoscenza di quanto accaduto: cioè che la Ferrari gialla era stata ceduta, dopo molte insistenze, a un altro collezionista.
Per Wieser quell’affare - che ritiene essere una truffa bella e buona - doveva concludersi con un pagamento di 239mila euro: per lui la perdita è di 90mila euro. Ma Masselli ha subito restituito i soldi appena l'affare è saltato e ritiene di essere a posto.
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