Scontri alla sede Acer: processo per tredici attivisti del Guernica
Tutti rinviati a giudizio per gli scontri durante la manifestazione sotto la sede Acer nell’ottobre 2014. Saranno 13 i militanti del Guernica a comparire il 20 settembre davanti al Collegio del...
Tutti rinviati a giudizio per gli scontri durante la manifestazione sotto la sede Acer nell’ottobre 2014. Saranno 13 i militanti del Guernica a comparire il 20 settembre davanti al Collegio del Tribunale per un nuovo processo, questa volta per una serie di reati contestati dal procuratore capo Lucia Musti più di tre anni dopo l’evento. Sono tutti imputati di resistenza aggravata e continuata a pubblico ufficiale (in quanto gruppo di più persone) e soprattutto per la contravvenzione alle disposizioni legislative che vieta l’uso di fumogeni durante i cortei.
Gli attivisti del collettivo autonomo di Modena con i Cobas avevano ottenuto dal questore l’autorizzazione per una manifestazione di protesta per le politiche abitative in città. Il corteo aveva concordato un percorso preciso e la Digos l’ha seguito come sempre dal punto di raccolta, in questo caso in via Carteria (dove c’è la sede della Scossa) per verificare che l’andamento del “serpentone” in centro storico procedesse regolarmente. Ma poi al grido dello slogan «Casa reddito dignità» il corteo si è surriscaldato. E quando è giunto davanti alla sede dell’Acer (l’azienda che gestisce le case popolari) sono stati accesi fumogeni e l’atmosfera è diventata rovente al grido di: «La casa è un diritto, l'affitto una rapina. Mandiamo il padrone a vivere in cantina». Il manifestanti hanno cercato di salire nella sede di viale Storchi ma la polizia li ha respinti ed è nato un tafferuglio con due cariche della polizia in assetto antisommossa. Dopo la manifestazione, sono scattate le denunce, diventate pubbliche solo dopo tre anni di indagini.
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