Pavullo. «Aprite, carabinieri». Poi lo rapinano
Brutale aggressione nel Reggiano: fanno irruzione in casa e accusano la vittima di un furto. In manette anche un pavullese
PAVULLO. Hanno suonato al citofono, in piena notte. Svegliato il padrone di casa e qualificandosi come carabinieri. È così che hanno avuto facile accesso all’appartamento. Ma una volta alla porta, hanno aggredito brutalmente il proprietario e messo a soqquadro la casa alla ricerca di soldi.
Le urla d’aiuto, però, sono state sentite dai condomini che hanno chiamato il 112. E i carabinieri, stavolta quelli veri, sono riusciti a bloccare due malviventi. Il terzo, comunque identificato, è riuscito a dileguarsi. Uno dei quali residente a Pavullo.
È l’episodio, ancora tutto da chiarire, registrato nella notte tra mercoledì e ieri a Castellarano, nel Reggiano. In seguito al quale con l’accusa di tentata rapina aggravata i carabinieri della stazione locale congiuntamente ai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelnovo Monti hanno arrestato Nicola Cavallera, trentenne materano residente a Pavullo, e un quarantenne cittadino marocchino residente a Baiso (Reggio Emilia), Mustapha Laaraj. Denunciato con le stesse accuse anche il terzo malvivente riuscito a dileguarsi: si tratta di un 41enne fratello del 30enne residente ad Irsina in provincia di Matera.
La vittima del pestaggio è un cittadino marocchino 31enne residente a Castellarano che a seguito dell’aggressione è finito in ospedale e dimesso con una prima prognosi di 5 giorni per le contusioni riportate durante l’aggressione.
Non è ancora chiara la dinamica dell’irruzione nell’abitazione della vittima. Questa ha riferito che i due fratelli italiani, che non aveva mai visto prima, hanno fatto irruzione nella sua casa accusandolo di un furto avvenuto il giorno prima a Sassuolo.
Tutto questo farebbe pensare dunque a una sorta di regolamento di conti, ma al riguardo i carabinieri stanno svolgendo i dovuti accertamenti anche perché la vittima nega con forza quella accusa.
Secondo la ricostruzione investigativa, tutto è avvenuto verso mezzanotte. La vittima al citofono aveva chiesto chi fosse a suonare e si era sentito rispondere “Carabinieri!”. Aveva quindi aperto la porta condominiale e quella dell’appartamento consentendo dapprima l’ingresso dei due fratelli che lo avrebbero cominciato a pestare. Quindi l’ingresso di un terzo malvivente con il volto stavolta coperto: era il suo connazionale.
I tre malviventi avevano cominciato poi a mettere a soqquadro la casa cercando qualcosa, probabilmente denaro o qualunque cosa di valore potessero recuperare. Le urla dell’uomo sono state chiaramente udite dagli altri inquilini del condominio, che, allarmati, hanno fatto scattare l’allarme e chiamato i carabinieri, che hanno proceduto a bloccare due degli aggressori e ad identificare poi il terzo.
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