Castelfranco. Crac Mercatone Uno: 10 indagati e sequestri
Ipotizzata la bancarotta fraudolenta, bloccati immobili per 170 milioni che potranno andare ai tanti creditori
CASTELFRANCO. Per i circa 120 addetti delle sedi modenesi di Mercatone Uno, a Sorbara e Castelfranco, la vicenda lavorativa si è chiusa dal 2015 ma ora una indagine della Guardia di Finanza riaccende quanto meno le speranze per potere riscuotere i propri crediti.
Mercatone Uno era una grande catena della distribuzione organizzata nel settore mobili e casalinghi con 79 punti vendita in Italia e circa 3.500 dipendenti. Poi il tracollo che probabilmente, secondo quanto sostenuto dall’inchiesta, nascondeva operazioni illecite da parte dei soci e amministratori. Tra il 2005 e il 2013 questi avrebbero depredato il Gruppo Mercatone Uno per oltre 300 milioni di euro. In particolare avevano venduto 78 immobili che ospitano i punti vendita del gruppo, del valore di 170 milioni, prima a un fondo interno allo stesso Gruppo, poi a una società esterna, ma in realtà riconducibile a loro, la Cve. Ora queste dieci persone, tra cui gli ex soci di maggioranza Romano Cenni e Luigi Valentini, sono tutte indagate per bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione.
Sono scattate le perquisizioni, nelle province di Bologna (in particolare a Imola), Rimini e Milano, da parte della Guardia di Finanza di Bologna, che sta anche eseguendo un decreto di sequestro preventivo, disposto dal gip Mirko Margiocco, delle quote della Cve «in cui sono illecitamente confluiti i numerosi immobili di cui il gruppo era in possesso, e dove ancora vengono esercitate le attività commerciali». L'operazione, ha detto il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, è significativa «in quanto tutela il patrimonio dell'azienda - che dal 2015 è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria speciale per le grandi imprese in crisi (la cosiddetta legge Marzano) - e i lavoratori». Le indagini, dirette dal pm Michele Martorelli, sono nate da una relazione in cui i nuovi amministratori «segnalavano - ha detto il comandante del Nucleo di polizia tributaria Luca Torzani - l'antieconomicità di alcune operazioni: la vendita degli immobili e il successivo pagamento di canoni di locazione altissimi per utilizzarli» e che costituiscono circa 130 milioni dei 300 sottratti.
«Le operazioni societarie straordinarie tra 2005 e 2013 costituivano un unico disegno per depauperare il patrimonio dell'azienda. Gli immobili sono stati ceduti prima a un fondo immobiliare lussemburghese, poi alla Cve, società cassaforte costituita ad hoc con sede a Milano, e il prezzo della vendita era stato pagato usando le stesse risorse finanziarie aziendali. Operazioni che hanno contribuito a provocare il dissesto finanziario che ha condotto il Gruppo a ottenere l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria». «Ora - ha detto Amato - il recupero del patrimonio immobiliare servirà anche a garantire creditori e lavoratori».
Ieri c’è anche stato un incontro al Mise di Roma fra commissari straordinari del Mercatone Uno, rappresentanti sindacali e istituzioni, fra cui la Regione Emilia-Romagna, per un aggiornamento della procedura di vendita del gruppo Mercatone Uno. È stato proposto un nuovo bando più flessibile per la procedura di vendita. Richiesta anche per i lavoratori la proroga della cassa integrazione in deroga fino al 14 gennaio 2018.
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