Carpi, spaccata in tabaccheria Un fumogeno evita il colpo
Secondo assalto in negozio: i ladri hanno sfondato la vetrata con un tombino La titolare Mirella Rebecchi: «Ho ormai più allarmi che merce in esposizione...»
«Ormai, nel nostro mestiere, se hai la fortuna di rimanere due anni senza questo tipo di sorprese, ti puoi ritenere fortunato». Con queste parole Mirella Rebecchi, titolare della tabaccheria Samarcanda di via Ugo La Malfa, si sfogava non più tardi dello scorso agosto, all’indomani del furto subìto ad opera di cinque banditi, con volto coperto da passamontagna, che avevano rubato diversi Gratta e Vinci per un valore stimato in un paio di migliaia di euro.
A soli quattro mesi e mezzo di distanza, nella notte tra mercoledì e giovedì, l’ennesimo drammatico risveglio, seguito dall’amara constatazione. Alle 4.50, i ladri - con le stesse modalità del 29 agosto - hanno nuovamente divelto il tombino di ghisa di una fognatura poco distante dal negozio e lo hanno scaraventato contro una delle vetrine antisfondamento, frantumandola: questa volta nulla è stato rubato, ma i danni sono ingenti.
«Sono stata svegliata in piena notte dall'allarme, collegato sia alla mia abitazione sia alle forze dell’ordine - racconta Mirella - quindi mi sono precipitata in negozio. Contemporaneamente, sono arrivati anche i carabinieri, ma i ladri erano già scappati. L’intrusione c’è stata, diversi prodotti erano stati scaraventati per terra, ma non hanno rubato nulla: il locale è dotato di un sensore sulla porta, sensibile ai minimi spostamenti e, a trenta secondi da un’effrazione, un fumogeno si attiva saturando l’ambiente con un fumo bianco atossico che impregna l’aria e fa perdere la visione e la percezione del reale. È densissimo e costringe a procedere a tentoni. Chi ruba “di mestiere” sa che ha poco tempo a disposizione per portare via quello che trova, poi dovrà uscire».
Accorsi sul posto, proprietaria e carabinieri hanno constatato la presenza del tombino poggiato a terra, poco distante dalla vetrina. «I vetri sono antisfondamento - spiega Mirella - ma nulla possono contro un oggetto di tali dimensioni e peso». Ed è sempre tra le 2 e le 4 che agiscono, i ladri. «Anni fa, sempre qui e sempre di notte, usarono una mazza lunga un metro - spiegava Mirella l’estate scorsa - oramai, abbiamo quasi più allarmi che merce, ma presto sarò costretta a dotarmi dei sistemi di sicurezza di una banca».
Ora la proprietaria si aspetta risposte dall’Amministrazione sulla recente ondata di furti ai danni di esercizi commerciali e abitazioni di privati cittadini, discussa anche ieri in Consiglio.
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