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Modena. Una petizione per La Lucciola

di Francesco Dondi
Modena. Una petizione per La Lucciola

Settanta professionisti firmano l’appello per la salvezza. I genitori da Muzzarelli e con l’Ausl si tratta

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MODENA. Quasi settanta professionisti, tra medici, specialisti in terapie e insegnanti hanno già firmato l’appello lanciato dal centro La Lucciola di Stuffione per salvare le attività dedicate ai ragazzini disabili.

Desidero testimoniare che il Centro La Lucciola rappresenta una struttura di alto profilo nella cura di bambini disabili e con disturbi complessi del neurosviluppo - si legge nella petizione - Desidero testimoniare che la sua faticosa ricerca per integrare le conoscenze e i metodi della cura psichica e della riabilitazione in esperienze di vita ha portato allo sviluppo di un modello di lavoro unico e particolarmente efficace. Vi sono molti bambini che non riescono a sfruttare i benefici delle terapie ambulatoriali perché sono troppo passivi, troppo confusi, troppo agitati o perché presentano comportamenti troppo primitivi e disorganizzati. Questi bambini hanno bisogno di essere raggiunti attraverso proposte di cura diverse e in grado di affrontare simultaneamente le difficoltà di relazione col mondo e quelle più direttamente strumentali della motricità, del linguaggio, della cognizione. Desidero testimoniare che questo avviene al Centro La Lucciola. Venuto a conoscenza dello stato di difficoltà del Centro per il progressivo ridursi di invii da parte del Servizio Pubblico, desidero affermare che ciò rischia di disperdere un capitale di conoscenze e di prassi che, al contrario, andrebbe valorizzato e sostenuto anche per quanto può contribuire alla formazione di altri operatori della terapia e della riabilitazione».

E del futuro della Lucciola si è nuovamente parlato anche durante l’ennesimo tavolo tra i referenti del centro e i vertici Ausl che hanno sottoposto una prima bozza di accordo. La Lucciola, oltre alle normalità attività semi-residenziali, per la quale è accreditata, dovrebbe avviare anche il progetto Aba (per cui non è accreditata in Regione) con le stesse risorse finora percepite. Di fatto è una richiesta insostenibile economicamente, soprattutto per chi sta cercando di tutelare i metodi terapeutici adottati per anni e con successo, stando quantomeno a ciò che sostengono i genitori. Una piccola delegazione è stata ricevuta, proprio ieri, da Gian Carlo Muzzarelli in municipio. Il presidente della Provincia ha presieduto il tavolo di confronto con l’Ausl e ha dimostrato grande competenza sulla questione. «Siamo soddisfatti di questo incontro - hanno detto i genitori - soprattutto perché Muzzarelli si è impegnato in prima persona e ha capito le nostre richieste. Ben venga l’impegno, ma ci auguriamo che presto arrivino anche i fatti concreti».

«La continuità dell'attività della Lucciola è assicurata - ha sostanzialmente detto Muzzarelli - in quanto rappresenta una delle tre strutture di riferimento qualitativo a livello territoriale accreditate dall’Ausl di Modena. Incontreremo come Conferenza territoriale sociale e sanitaria i gestori della strutture per verificare tutte le soluzioni e discuteremo delle strategie più adeguate per migliorare e potenziare il servizio di neuropsichiatria infantile perché questi servizi, così importanti, devono accompagnare i cambiamenti nell’utenza».

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