Zocca, tutto pronto per la benedizione degli animali
ZOCCA. È giunta ala sua 23ª edizione la festa di Sant’Antonio, con la consueta benedizione degli animali. La manifestazione, iniziata nei primi anni ’90 da don Anselmo Manni e Pier Paolo Santagata,...
ZOCCA. È giunta ala sua 23ª edizione la festa di Sant’Antonio, con la consueta benedizione degli animali. La manifestazione, iniziata nei primi anni ’90 da don Anselmo Manni e Pier Paolo Santagata, allora rispettivamente parroco e assessore alla cultura di Zocca, si propone anche quest’anno di portare in piazza residenti e turisti con i loro animali, per affidarli al loro santo protettore. E, per coloro che lo richiederanno, è possibile richiedere anche un attestato in ricordo della giornata. L'appuntamento è per domenica alle 14.30, presso piazza Martiri. Si svolgerà quindi la sfilata lungo Mauro Tesi e la benedizione davanti alla chiesa parrocchiale, accompagnata da ciacci, gnocco fritto, cibi montanari e dalla musica della Banda di Anzola. «Il legame tra il nostro territorio e Sant’Antonio Abate – ci spiega l’assessore alla Cultura di Zocca Susanna Rossi Torri – è molto antico e profondo. Proprio in questi giorni don Anselmo Manni e don Martino Lofek stanno visitando le aziende agricole per la tradizionale benedizione e in quasi tutte le nostre stalle c’è un riquadro che ricorda Sant’Antonio, sintomo di come questo sentimento sia lontano e popolare. Voglio ringraziare tutti i volontari che si stanno impegnando in questi giorni per la buona riuscita dell’evento, come coloro che prepareranno da mangiare. E soprattutto la confraternita di Sant’Antonio». Sabato sera, inoltre, al teatro comunale di Zocca con la presentazione del libro “Il ciclo dei mesi nella civiltà contadina”, edito da Pendragon e scritto da Sara Prati e Giorgio Rinaldi. Si tratta di un libro-calendario dove, mese dopo mese, vengono ricordate tradizioni, usanze, filastrocche e attività legate alle stagioni. All’uscita vin brulé offerto dalla compagnia dei cinghialai zocchesi e il caratteristico falò di Sant’Antonio.
Federico Covili
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