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Aceto, Fini nuovo Gran Maestro

Aceto, Fini nuovo Gran Maestro

Spilamberto. Il 68enne di Ravarino guiderà la Consorteria del balsamico

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SPILAMBERTO. È Maurizio Fini il nuovo Gran Maestro della Consorteria dell’Aceto balsamico tradizionale. La nomina è avvenuta da parte del consiglio direttivo l’altra sera. Fini, 68 anni, originario di Ravarino e residente a Modena, ex imprenditore nel settore fotografico, succede a Luca Gozzoli.

«Quando racconto di come è nata la mia passione per il balsamico tradizionale - ha spiegato Fini - dico che in qualche modo questa missione mi è stata chiesta dall’alto. Avevo vent’anni e mio nonno, che era un mutilato della Prima guerra mondiale, mi chiese di accompagnarlo da un suo fratello a prendere delle bottiglie di Trebbiano. Io le lasciai al sole e il vino si acetificò… questo fu il mio primo incontro con l’aceto, che ovviamente ho poi sviluppato negli anni».

Dal 1975 Fini è entrato come socio nella Consorteria di Spilamberto e, da una decina d’anni, riveste un ruolo attivo all’interno di questa associazione, che oggi conta oltre 800 soci e organizza, tra l’altro, il sempre partecipatissimo “Palio di San Giovanni” durante la Fiera di San Giovanni a Spilamberto, nel corso del quale sono giudicati i migliori campioni di aceto balsamico tradizionale fatti in casa.

Per quanto riguarda le linee programmatiche del nuovo Gran Maestro, Fini ha detto: «In Consorteria c’è una strada tracciata dai gran maestri precedenti, che è quella della tutela della cultura dell’aceto balsamico tradizionale. Continueremo quindi con i corsi di formazione, proseguiremo col seguire le già 17 acetaie comunali di altrettanti paesi modenesi, continueremo a gestire il museo dell’aceto balsamico di Spilamberto e, con il palio di San Giovanni, proseguiremo a “tastare il polso” al balsamico familiare».

Ci sono comunque anche novità in arrivo: Fini ha annunciato che presto, per tutti i soci, sarà possibile visualizzare dal proprio telefonino quanto manca a ciascuno per passare di livello, da “allievo”, ad “assaggiatore” a “maestro assaggiatore”. «Ci avviamo ad essere - ha commentato Fini - una Consorteria 3.0». (m.ped.)

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