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«Bus, psicologi gratis? Chiesti dagli autisti»

«Bus, psicologi gratis? Chiesti dagli autisti»

Il direttore Badalotti (Seta) polemizza con la Faisa: «Servizio offerto dal 2014 ai guidatori aggrediti»

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Psicologi per reggere lo stress di percorrenza, impossibili da rispettare? Il direttore generale di Seta Roberto Badalotti risponde a stretto giro di posta alle contestazioni mosse in questo senso dalla faisa Cisal.

Di più: per Badalotti il sindacato largamente maggioritario tra gli autisti fa polemiche inutili su una richiesta fatta dagli stessi dipendenti.

«Come direttore generale di Seta esprimo sincero stupore - scrive - nel leggere le bizzarre dichiarazioni di un rappresentante sindacale dalle quali si evidenzia il suo assoluto disinteresse per le esigenze manifestate dai colleghi, nonché una totale mancanza di conoscenza delle finalità e delle modalità organizzative delle iniziative di welfare aziendale che Seta sta adottando da anni. Già dal 2014 l'azienda ha attivato un servizio di assistenza psicologica per i suoi dipendenti, completamente gratuito e gestito nel pieno rispetto della riservatezza dei beneficiari.

Tale servizio - avviato in via sperimentale come supporto psicologico per il personale viaggiante coinvolto durante il servizio in incidenti o altri eventi traumatici come le aggressioni viene ora integrato ed esteso a tutti i dipendenti. L’unico scopo è il benessere dei lavoratori. Sono stati proprio i nostri dipendenti, riportando sempre più spesso alla Direzione Risorse Umane problematiche di carattere personale e familiare, a farci capire la necessità di attivare un servizio qualificato e specializzato di supporto psicologico.

Si è quindi deciso di attivare da quest'anno un servizio specifico, gestito da professionisti, per rilevare le esigenze, i bisogni ed i disagi dei dipendenti, supportandoli nell'analisi delle cause e nella ricerca di soluzioni. I colloqui sono strettamente personali e riservati; lo psicologo è tenuto al rispetto del segreto professionale e né Seta né altri possono accedere ai nominativi dei fruitori o al contenuto dei colloqui.

Lo sportello di ascolto, quindi, non rappresenta in alcun modo la risposta di Seta alle problematiche legate alle tabelle orarie o ad altre tematiche operative, come polemicamente affermato dal rappresentante della Faisa Cisal. Semplicemente, non vi è alcun legame tra le due questioni. Peraltro, il signor Rendace ha omesso di dire che il servizio non sarà attivato soltanto a Modena, ma in tutti e tre i bacini provinciali in cui opera Seta, quindi anche a Reggio Emilia e Piacenza. Ad oggi, peraltro, la nostra è l'unica azienda in regione ad avvalersene.

Ritengo che tale servizio sia da ritenersi innovativo e prezioso, coerente con la strategia di un welfare aziendale sempre più ampio ed inclusivo adottata da Seta nei confronti dei suoi lavoratori.

In conclusione, affermare che Seta abbia attivato uno sportello di supporto psicologico come soluzione alle problematiche dei tempi di percorrenza mi sembra solo una battuta infelice.

Ritenendomi una persona che affronta con serietà i problemi e che pone la massima attenzione possibile alla salute dei dipendenti di Seta, mi limito invece a rilevare ancora una volta, con profonda delusione, che anche le azioni che oggettivamente migliorano le condizioni dei lavoratori ricevono risposte pregiudizialmente ostili e palesemente strumentali, qualora non siano state sottoposte preventivamente al filtro delle Organizzazioni sindacali».

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