L’aria malefica della Bassa
«Trovate sostanze cancerogene nelle lenzuola esposte: siamo in pericolo»
FINALE. Una sostanza inquinante che al polo industriale di Finale è presente in quantità fino a 12 volte superiori alla stessa sostanza catturata in una un po’ più anonima via Borsari. E altri inquinanti che se pure restano nei limiti, preoccupano. Eccome, perchè sono cancerogeni, almeno potenzialmente. E perchè nell’aria della Bassa, Finale inclusa, non dovrebbero esserci.
Soprattutto la formaldeide, gli idrocarburi policiclici aromatici e i cloruri. Ritenuti tra i responsabili di un record per nulla invidiabile, che si registra nelle province di Modena e di Parma: ovvero i 410 nuovi casi di tumore ogni anno, di cui 144 letali, su 100mila abitanti.
Cifre che il dottor Gasparini, l’esperto di inquinamento che da anni combatte la battaglia controcorrente di Medici per l’Ambiente, ha ampiamente spiegato alla conferenza organizzata dall’associazione Osservatorio Civico “Ora Tocca a noi”. L’occasione è venuta dalla “lenzuolata” organizzata dall’Osservatorio tra Massa e Finale per misurare, seppure empiricamente, l’inquinamento che i cittadini respirano dentro e davanti alle loro case.
Sono stati almeno 150 quelli che hanno accettato di esporre alle finestre, alle terrazze, sulle recinzioni, un telo bianco. Una specie di “polmone” di tessuto che in un mese ha catturato sostanze di ogni sorta. Cinque di questi lenzuoli, selezionati a seconda della provenienza, da Massa alle porte di Finale, sono stati sottoposti all’esame di un laboratorio qualificato, LG Inca di Treviso. Che ha passato al setaccio il materiale, cercando e trovando una decina di sostanze non naturali, chimiche, e gravemente nocive.
«Ci hanno spiegato che le modalità di accertamento non possono che far qualificare come empirica questa valutazione - spiega Monica Cotti - ma il tecnico ci ha anche detto chiaramente che da queste parti l’aria è “pregna” di sostanze nocive, che non ci dovrebbero essere. E se preoccupa che le sostanze nocive siano in prossimità di un polo industriale, preoccupa di più che, in misura ugale o minore, ci siano anche laddove proprio non dovrebbero esserci».
Temi sui quali è intervenuto Maurizio Poletti, ex consigliere comunale, rimarcando che i tre nuovi stabilimenti che hanno costituito un “progresso” del cosiddetto “polo pattumiera”, siano dotati di impianti di cattura degli inquinanti “a manica”, in grado di intercettarne quindi solo la metà, e non “catalitici”, ovvero in grado di catturarne quasi la totalità, perchè ritenuti non produttivi. Poletti ha invitato l’amministrazione comunale di Finale a farsi carico della tutela della salute dei cittadini, che al sindaco è affidata dalle norme.
L’assessore Borgatti, presente, ha promesso la disponibilità a chiedere un monitoraggio, in particolare della formaldeide.
Altri hanno invocato il trasferimento della centralina di Arpae da Gavello al “polo pattumiera”. Ma il dottor Rebecchi, studioso del tema, ha spiegato che già i dati Arpa degli ultimi 20 anni parlano chiaro. E che è ora di farsene carico. Un impegno che i numerosi presenti hanno raccolto, anche se la dottoressa Bargamini ha ricordato come la sua denuncia di tanti, troppi tumori al cervello in via per Modena a Massa sia stata fatta cadere nel vuoto. (ase)
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