Gazzetta di Modena

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La crisi si aggrava, commissario in vista

di Marco Pederzoli
La crisi si aggrava, commissario in vista

Il vice sindaco Pelloni guida la fronda contro la Coop, il presidente del Consiglio pensa alle dimissioni di massa e il Pd carica

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VIGNOLA. È crisi nera nell’amministrazione comunale vignolese e c’è il serissimo rischio che la legislatura non giunga al termine. Pomo della discordia è la questione della nuova Coop. Il vicesindaco Simone Pelloni, che quattro giorni fa si è espresso con un no convinto alla terza revisione del progetto, fa il punto della situazione. «Sulla nuova Coop - spiega - non sono affatto nebulose le nostre richieste. Innanzitutto, non è scritto da nessuna parte, nel nuovo accordo, che Coop si dovrà allacciare alla centrale di teleriscaldamento, che attualmente funziona solo al 50% delle sue possibilità e i cui costi gravano solo sul Comune, mentre con l’allacciamento di Coop vi sarebbero benefici economici e ambientali. Poi, nel programma che abbiamo proposto agli elettori si parla testualmente di “azzeramento delle previsioni di insediamento del commercio della grande distribuzione per la salvaguardia dei negozi di vicinato e delle attività in centro storico. Semplificazione delle norme per il recupero dei locali commerciali esistenti”. Ora, non vedo tanti margini di interpretazione nel termine “azzeramento”. Secondo me, Smeraldi con il suo voto favorevole tradisce il mandato elettorale».

C’è poi il capitolo dei fondi che Coop darebbe al Comune in cambio del via al progetto. «Sono pochi - dice Pelloni - e basti considerare che sotto la Giunta Adani, quando si propose Esselunga per costruire un supermercato di soli 2.500 metri cubi di superficie utile, era pronta a riconoscere mille euro a metro cubo. Oggi, Coop riconoscerebbe 360 euro a metro per 9.500 metri di superficie utile».

A questo punto, condividendo compatto la linea del suo gruppo, Pelloni con tutta probabilità darà le dimissioni da vicesindaco. «Mi prendo fino a domani o lunedì per decidere», ha detto, ma la strada è ovviamente tracciata.

Ma c’è di più. Il presidente del Consiglio comunale, Marco Sirotti, sempre in quota a Vignola per Tutti, si sta organizzando per chiedere le dimissioni in massa del Consiglio comunale e arrivare quindi a nuove elezioni, sfruttando già la finestra elettorale del 2017 (se la caduta del Consiglio non sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale entro il 28 febbraio, si potrà invece votare solo nel 2018 e per oltre un anno Vignola rischia il commissariamento).

L’unica ancora di salvezza per l’attuale amministrazione potrebbe arrivare dal Pd, ma al momento le porte sembrano sbarrate. Il capogruppo Pd Federico Clò dice: «Crediamo che il sindaco Smeraldi non possa più esimersi dallo spiegare come stanno davvero le cose; se questa Amministrazione è ancora in grado di procedere nel lavoro di governo o se i difficili equilibrismi interni l’hanno definitivamente affondata».

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